CIAO GIORGIO.

In questi giorni un po’ nuvolosi e tristi, camminando in casa inseguito dal mio gatto, mi è sembrato di sentir suonare una tromba. Sono uscito sul balcone e, alzando gli occhi al cielo, tra una nuvola e l’altra, con il sole che faticava a splendere, ho visto una persona che solfeggiava allegramente saltellando su una scala di note suonando una musica solo a lui conosciuta. Era il mio amico e compagno Giorgio. Sorrideva, finalmente libero da una tortura durata quindici anni che gli ha devastato il corpo ma non certo il suo spirito arguto e pungente. Ora volteggia libero e spande nel mondo le note per chi vuole ascoltare il suo genio creativo.

Noi siamo qui che ti ascoltiamo ancora.

Ciao e grazie di esserci stato vicino, buona passeggiata.

Andrea.

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