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Tempi nostalgici e volubili

C’è l’usanza di aggiungere “ismo” ai cognomi di personaggi importanti: Marxismo, Fordismo, Maoismo, Maccartismo.

Non credo che il cognome dell’attuale presidente degli Stati Uniti sia destinato al suffisso “ismo”. Forse potrà essere adottato come caso clinico di alcuni disturbi della personalità.

Il sincopato corso delle vicende umane, da un punto di vista musicale, è un ragtime, con la mano destra che sul pianoforte accenna una melodia e la sinistra che batte un suo ritmo costante.

La musica di questo tempo è nostalgica. Torna alle vecchie ballate delle energie fossili, alle centrali a carbone, a ciò che si può strappare al sottosuolo. Il sole, il vento, le maree sono considerate troppo moderne e volubili.

Volubila sono per certo le strampalate imprese militari. La Russia che conta sulla forza d’urto della sua massa umana e sulla vastità del retroterra scopre che la sua estensione è vulnerabile perché materialmente indifendibile. Scopre che la sua massa umana scaraventata a ondate è decimata fino al punto di non poterla rimpiazzare con rincalzi, mandati comunque allo sbaraglio con insufficiente addestramento.

L’invincibile armata americana spadroneggia nella vastità dei cieli, ma non riesce a sturare il tubo di scarico petrolifero dello Stretto di Hormuz.

Gli unici con un progetto in testa sembrano gli Israeliani che puntano a decapitare le forze di polizia iraniane nella possibilità di un rovesciamento di regime a furor di popolo.

Non sono un analista, seguo semplicemente i fatti documentandomi con varie fonti.

Prima che queste righe siano stampate, le mie osservazioni potrebbero essere scadute.

Mi resta l’impressione che le vicende umane siano passate dall’imprecrutabile opera del Caso, meritevole di lettera maiuscola, a quella a forma di petardo del casaccio.

Provo un’accorata simpatia per gli analisti che cercano di trovare un filo, un progetto, una strategia nel ragtime del mondo.

Non ci sono direttori d’orchestra, ognuno suona il suo spartito.

L’effetto è quello di una discoteca svizzera, località Crans Montana, ore 1.30 del primo gennaio 2026.

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