L’ARTE DI MORIRE (E DI VIVERE) di Luisa Fantinel

Luisa Fantinel, membro del Comitato d’Onore della nostra associazione, ha scritto un libro molto interessante che distrugge luoghi comuni e falsità sul concetto della vita e della morte. È un bel contributo al vivere attuale in una società sempre più individualista, consumista e priva di valori che consentano all’umanità stessa di evolvere sul piano culturale.

Troverete il testo in ogni libreria, e vi saremo veramente grati se vorrete farci sapere cosa ne pensate.

Grazie.

Cosa fanno insieme un polpo sulla scia dorata del mare al tramonto, una madre con un neonato in braccio, un vecchio con una spiga di grano e un falcetto su un carro, un uomo che si tuffa, una cesta di frutta, un crocifisso con due pannocchie appese ai lati?

Sono solo alcune delle immagini raccolte da Luisa Fantinel in “L’arte di morire (e di vivere)”, ed. Skira, per un viaggio illustrato nel paese della morte senza angoscia, a partire dai capolavori dell’arte occidentale, ma che allarga la riflessione all’antropologia, alla psicanalisi, all’arte terapia.

Per pensare la morte diversamente e pubblicamente e per farlo fuori dalla categoria del macabro che si è imposto da svariati secoli e che allontana la possibilità di viverla come un evento naturale.

L’autrice, che è storica dell’arte e arte terapeuta, indica alcuni elementi alla base del persistente tabù che la società occidentale nutre verso la morte e invita a un viaggio alla scoperta del proprio rapporto con essa, che inizia da come pensiamo quotidianamente la realtà in generale.

Spesso siamo infatti imprigionati da funzionamenti mentali e posturali che ci allontanano dall’ordine più generale della natura e ci impediscono di accettare il limite come una dimensione necessaria e persino creativa.

Un allenamento quotidiano all’impermanenza, da fare in compagnia dell’arte.

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