Madre Terra: maltrattata!?

Perché maltrattare la nostra “madre terra”!? Il senso di meraviglia per l’ingiusto trattamento riservato ad una madre si scontra con sentimenti condivisi, ripetuti e dichiarati da vari decenni in tutto il mondo, sia religioso che laico: vi sono forse dubbi sulla fecondità di “madre terra”? Se la vita, non soltanto umana vive e prospera o fatica e geme a qualsiasi latitudine e longitudine, quale causa più o meno remota si tira in ballo? Per vari millenni, questo enorme zatterone (madre terra) ha dato la possibilità a miliardi di esseri umani, e alle tante specie del mondo animale e vegetale, di vivere, sopravvivere e svilupparsi, offrendo un loro contributo specifico alla tanto ora decantata biodiversità. Questa ricchezza è ora minacciata. Ombre fosche e minacciose si affacciano ai nostri orizzonti. Ai nostri giorni, riviste e talk-shows insistono su una minaccia comune che si fa strada: migliaia di specie di piante, di animali selvatici sono già scomparse. Molte altre son purtroppo destinate a scomparire, in un breve lasso di tempo, se non vengono affrontate le sfide che incombono e presi drastici provvedimenti sul nostro modo di vivere e convivere beatamente con industrie e modi e mezzi necessari al nostro vivere, ma inquinanti. Ogni cambiamento o conversione globale ha un suo scotto: Il prezzo da pagare a livello finanziario, temuto da un certo mondo produttivo, geloso delle proprie prerogative, è, secondo noi, molto minore di qualsiasi impatto deleterio sul genere umano.Ultimamente, soprattutto le giovani generazioni hanno levato la loro voce per scuotere le coscienze fin troppo assopite dei potenti della terra (governi nazionali e organizzazioni internazionali). Le proteste, i convegni e richiami si susseguono a ritmo sostenuto: occorre agire con estrema rapidità a livello planetario, anche perché non esiste un piano B: non c’è un pianeta alternativo su cui vivere o verso il quale emigrare. E’ un richiamo per un impegno comune a fronteggiare grossi rischi prima solo avvertiti, ma ora conosciuti nelle loro strategie essenziali, tuttavia non ostacolati con la dovuta fermezza. Almeno fino adesso.

Lodevoli sono gli sforzi per incentivare pratiche rispettose dell’ integrità del creato, alcune già collaudate nella coltivazione dei campi, come nell’antico Medioevo da tante comunità monacali, dove viene agevolata sì la fertilità della terra, ma senza alterare i suoi equilibri. Le nuove tecnologie siano accolte ed utilizzate con il dovuto rispetto verso chi le accoglie, Madre Terra, ma senza lasciarsi accecare dalla quantità del prodotto e dal conseguente lucro.

(15)

 87 total views,  1 views today