Fiabe

Comare morte

C’era una volta un povero padre che aveva ben dodici figli e lavorava giorno e notte per riuscire a sfamarli. Il giorno in cui nacque il tredicesimo il pover uomo non sapeva più dove sbattere la testa e se ne andò per strada a cercare il primo venuto che volesse fare da padrino a suo figlio. Incontrò anzitutto Dio, che conoscendo già le sue pene gli disse: “Povero padre! Mi fai proprio pena! Ma ti voglio aiutare; se vuoi sarò il padrino di tuo figlio e lo renderò felice!”.
“E tu chi sei?”. Chiese il pover uomo.
“Sono Dio “, rispose il Signore.
“Non ti voglio come padrino, fece l’uomo, perché distribuisci i beni ai ricchi e fai morire di fame i poveri!”.
Queste furono le parole dell’uomo, che ignorava la saggezza di Dio nel distribuire le ricchezze sulla terra. dopo aver lasciato il buon Dio, l’uomo continuò a cercare un padrino; ed ecco che gli si fece innanzi il diavolo e gli disse:” Quel che cerchi l’hai trovato! Se vuoi che faccia da padrino a tuo figlio, ti prometto che avrà oro in quantità e ogni piacere sulla terra”.
“ E tu chi sei? Chiese il pover uomo”.
“Sono il diavolo”.
“ Non ti voglio come padrino, fece allora l’uomo, perché tu seduci gli uomini con l’inganno”.
Così il povero padre continuò per la sua strada finché non incontrò la Morte, che gli si accostò con le sue magre gambette e gli disse: “Prendi me per comare!”.
“E tu chi sei?, chiese il pover uomo”.
“Sono la Morte che rende tutti uguali”.
“ Sei proprio la comare che cercavo, fece l’uomo, perché tu non fai differenza tra il ricco e il povero e ti comporti con tutti allo stesso modo”.
“Tuo figlio sarà ricco e famoso, disse la Morte, Solo chi ha la fortuna di avermi come amica può veramente esser sicuro di avere successo”.
“Vieni la prossima domenica, disse l’uomo, faremo il battesimo”.
La domenica successiva la Morte si presentò e fu una perfetta madrina. Il bambino crebbe e quando diventò grande giunse la sua comare e li ordinò di seguirla. Lo portò nel bosco, gli fece vedere un’erba speciale che cresceva solo laggiù e gli disse: “Questo è il mio regalo di battesimo. Diventerai un medico famoso in tutto il mondo. Quando accorrerai al capezzale di un malato, mi troverai già lì. Se sono vicina al cuscino, potrai dire senza esitare che il malato guarirà; gli darai un po’ di quest’erba e vedrai che si riprenderà subito. Se, invece, mi vedrai ai piedi del letto, potrai affermare con certezza che non c’è medico al mondo capace di sottrarlo alla morte. Fa’ attenzione, tuttavia, a non utilizzare mai quest’erba contro il mio volere, perché te ne pentiresti amaramente.
In poco tempo il giovanotto diventò il medico più famoso al mondo e tutti dicevano: – Con un’occhiata ti sa già dire se il malato la scamperà o no! Al primo sguardo ha già capito quale sarà la tua sorte!- . la gente veniva da ogni parte del mondo per farsi visitare e lo ricoprivano d’oro per farlo venire al capezzale di un malato. Così in poco tempo diventò ricchissimo.
Un giorno, tuttavia, si ammalò proprio il re e lo mandarono a chiamare per avere il suo parere. Quando il medico arrivò vide subito la morte ai piedi del letto e capì che non c’era niente da fare. Allora si disse: “E se per una volta le facessi uno scherzo? Forse mi perdonerà; in fondo è la mia comare! Suvvia! Voglio correre il rischio!”. E così prese il malato e cambiò la sua posizione nel letto: mise la testa laddove prima erano i piedi! Poi gli diede l’erba miracolosa e subito il re cominciò a sentirsi meglio. La Morte, però, si era veramente arrabbiata e con un viso durissimo si rivolse al suo figlioccio dicendogli con tono minaccioso: “Questa volta mi hai preso in giro e ti perdono, perché sono la tua comare; la prossima volta non la passerai liscia! Se ci tieni a retare in vita, fa’ attenzione! Altrimenti mi prendo proprio te!”.
Qualche tempo dopo la principessa cadde gravemente ammalata. Il re piangeva tutte le sue lacrime e si disperava notte e giorno, perché era la sua unica figlia; fece sapere in giro che chiunque fosse riuscita a salvarla, non solo l’avrebbe tenuta in sposa, ma avrebbe anche ereditato il regno. Il medico si recò al capezzale della malata e vide che la Morte era già ai piedi del letto. La grande bellezza della principessa e il desiderio di sposarla e di ereditare il regno gli fecero dimenticare la minaccia della Morte; così decise di cambiare la posizione nel letto: mise la testa dove prima erano i piedi! Naturalmente la Morte gli fece mille segni di disapprovazione, minacciandolo con il dito rinsecchito, ma il medico fece finta di non vederla e diede l’erba alla principessa, che subito riprese i colori.
La Morte, però non poteva sopportare di essere presa in giro una seconda volta e perciò disse al medico con tono irremovibile: “Questa volta tocca a te! E’ finita!”.
Così dicendo lo prese per il collo e lo condusse in un sotterraneo dove c’erano migliaia e migliaia di candele accese; alcune erano grandi, altre medie, altre piccolissime. Alcune si spegnevano, mentre altre si accendevano; il ritmo era incessante e le fiamme sembravano danzare, alternandosi in continuazione.
Allora la Morte spiegò al suo figlioccio: “Tutte queste candele sono le vite degli uomini sulla terra. quelle più alte sono le vite dei bambini, quelle di mezzo appartengono agli sposi negli anni della gioventù e quelle più piccole ai vecchi. Naturalmente capita a volte che alcuni bambini abbiano delle candele piccole piccole.
“Mostrami la mia candela!, disse il medico, fammi vedere se è alta!”.
“E’ questa qua, disse la Morte, indicando una candela che era sul punto di spegnersi, vedi quanto poco tempo ti resta?”.
“Madrina carissima!, esclamò il medico, vi prego, accendetene un’altra! Fatelo per me! Voglio vivere e godermi la vita! Voglio sposare la bella principessa ed ereditare il regno!. “Proprio non posso, disse la Morte, mi dispiace! Prima che si possa accendere un’altra candela dev’essercene una che si spegne”. “Mettete quella che sta per finire su un’altra tutta nuova!, disse il medico, vedrete che continuerà ad ardere anche dopo che sarà spenta!”. La Morte fece finta di dargli retta e prese una candela tutta nuova; in realtà voleva vendicarsi e nel metterle una sull’altra fece volontariamente un gesto sbagliato: la candela del medico cadde per terra e si spense di colpo. Nello stesso istante il medico stramazzò al suolo. Era finito nelle mani della Morte.

(fiaba popolare tedesca )

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