A una passante

Ero per strada, in mezzo al suo clamore.

Esile e alta, in lutto, maestà di dolore,

una donna è passata. Con un gesto sovrano l’orlo della sua veste sollevò con mano.

Era agile e fiera, le sue gambe eran quelle

d’una scultura antica. Ossesso, istupidito,

bevevo nei suoi occhi vividi di tempesta

la dolcezza che incanta e il piacere che uccide.

Un lampo…e poi il buio! – Bellezza fuggitiva

che con un solo sguardo m’hai chiamato da morte, non ti vedrò più dunque che al di là della vita, che altrove, là, lontano – e tardi, e forse mai?

Tu ignori dove vado, io dove sei sparita;

so che t’avrei amata, e so che tu lo sai!

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