A ognuno il suo

“Uniquique suum”, a ognuno il suo, è un caposaldo del diritto romano. La sua formula però non delimita il “suum”, ciò che spetta alla singola persona. Può arrivare all’infame ironia della scritta “Jedem das Seine” all’interno del campo di concentramento e strage di Buchenwald.

Marx ne adottò la formula: “ognuno secondo le sue capacità, a ognuno secondo i suoi bisogni” (Critica al programma di Gotha). Alcune frasi affiorano a distanza di secoli.

Un occasionale impulso distributivo in parti uguali si trovava già in Atti degli Apostoli: ” a ognuno secondo il bisogno che aveva” (4,35).

Vertice di uguaglianza si rivela nella distribuzione della manna nel deserto. Il cibo di sopravvivenza dura quarant’anni e non si interrompe neanche durante l’ira divina per l’idolatria del vitello d’oro. La fornitura quotidiana è gigantesca, riguarda almeno un milione e mezzo di persone vaganti nelle aridità. La manna scendeva di notte fuori dall’accampamento, c’era da uscire a raccoglierla. Bisognava scoraggiare l’accaparramento e disinnescare la concorrenza tra affamati. Si controllavano perciò le porzioni: “Raccoglietene ognuno secondo la sua bocca da cibo” (Esodo/Shmot 16,16). Al rientro nell’accampamento misuravano: “Non ne aveva di più chi aveva fatto molto e a chi aveva fatto meno non ne mancava. Ognuno secondo la sua bocca da cibo raccolsero” (16,18).

Ma ancora non era scoraggiato l’istinto di accaparramento. Qualcuno poteva metterne da parte e farne commercio il giorno dopo con chi non volesse uscire al raccolto. Perciò il dispositivo della manna provvedeva al suo decadimento in giornata. Non era conservabile per il giorno dopo e così veniva a mancare il suo valore di scambio. Ne aveva solo di uso e di consumo, non era merce la manna, era diritto.

Ogni distribuzione deve prevedere uguaglianza, misura di giustizia, altrimenti aizza discordie tra chi guarda nel piatto del vicino. Il popolo sapeva che ce n’era per tutti e in parti pari. Ma non basta ancora: nessuno vorrebbe raccogliere l’ultima porzione caduta, scartata e calpestata dagli. Si poteva riproporre la concorrenza tra chi raccoglieva prima, istigando a correre, a superare. Allora la manna abbondava oltre il necessario, ne restava dopo l’ultima porzione raccolta. Nessuno doveva affrettarsi, sgomitare. Ne avanzava: era spreco? Il sovrappiù serviva alla pace, alla concordia, non era spreco ma quota d’investimento della provvidenza, che è di più che semplice provvista.

PROVVIDENZA E’ PREMURA DOTATA D’IMMAGINAZIONE.

E’ impresa l’uguaglianza, non livella le diversità, ma offre a ognuno le stesse condizioni di base. È manna la stessa qualità d’istruzione, di assistenza medica, di giustizia in tribunale. Su questa manna sussiste una comunità di cittadini e la ragione di costituire uno Stato.

Nessuno deve trovare differenze guardando nel piatto del vicino.

Uniquique suum è sia traguardo che linea di partenza.

Erri de Luca

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