Investire in buon senso

Per anni abbiamo guardato film statunitensi dove la CIA o l’FBI riuscivano a sventare un intrigo internazionale con l’uso di tecnologie sofisticatissime. L’8 gennaio 2021 ci siamo svegliati con la foto di un cretino, con tanto di pelle d’orso e corna di vichingo, che spostando due transenne si è fatto un selfie in Campidoglio, nel cuore della più potente democrazia del mondo.

Vi immaginate la faccia di Putin quando ha visto lo sciamano irrompere in Campidoglio?

Cosa avrà pensato Kim Jong-un di quella che pretende essere la più evoluta tra le nazioni sulla terra?

Che idea si sono fatti i custodi della rivoluzione in Iran della democrazia che vorremmo esportare a suon d’artiglieria nel mondo?

Per chi come me è convinto che la democrazia sia la forma di potere migliore che l’umanità abbia costruito fino ad oggi è stato un duro colpo. Quindi guardo ai fatti di Washington come una opportunità per migliorare.

Trumpo è responsabile di quanto successo nella misura in cui ha usato senza buon senso un’arma potentissima, la parola, quant’anche scritta in un tweet. Nell’epoca della comunicazione la parola può essere la nuova arma di distruzione di massa.

I fatti di Washington paradossalmente dimostrano quanto buona sia questa democrazia, spostare il conflitto dalle armi alle parole è già un importante risultato, adesso si tratta di capire come trasformare il conflitto in confronto, qui il gioco si fa più difficile. A ricordarcelo ci sono due fatti che la storia ha voluto mettere a confronto: mentre negli Stati Uniti Trump lasciava la casa bianca senza gli onori per aver abusato delle parole, in Russia Alexei Navalny veniva arrestato perché capace di usare le parole per raccontare la verità.

P.S. Mentre pubblichiamo l’articolo di Luraschi, apprendiamo che tramite l’ennesima modifica della pur incompleta Costituzione Russa, il nuovo zar rimarrà tale fino alla sua fine terrena.

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