ArticoliSPIGOLATURE SULL’OCCIDENTE

Spigolature sull’ Occidente (parte sesta)


Per definire la parola Occidente si possono seguire due cammini: uno cha parte dalla guerra contro Priamo capeggiata da Agamennone e poi sèguita con il Gran Re di Persia contro gli eroici combattenti greci, o invece si potrebbe procedere all’indietro, anche in considerazione dell’uso di questo termine “Occidente”, politicamente brandito come un’arma, non semplicemente come un’indicazione storico-geografica. L’uso di questa parola come deposito di valori, ha un problema: è un concetto cangiante, ed è un concetto strumentale.
“Occidente sono i paesi che fanno parte del Patto Atlantico. In senso politico il termine indica gli Stati che fanno parte del Patto Atlantico in opposizione agli Stati dell’Europa Orientale e dell’Asia”. (Testuale dall’ Enciclopedia Rizzoli Larousse del 1982).
Il Patto Atlantico fu varato e fu accolto da vari Paesi, compreso il nostro, nella primavera-estate del 1949. Alla Camera dei Deputati ci fu un dibattito molto acceso. Pochissimi anni prima, nel marzo 1946, dieci mesi dopo la fine della guerra che era finita nel maggio del ’45, un protagonista della storia di quegli anni, ex primo ministro inglese, Winston Churchill, tenne un discorso presso una piccola e fino ad allora sconosciuta università statunitense, Fulton (Stato del Missouri), il famoso discorso di Fulton. Perché è passato alla storia, in un certo senso giustamente? Perché è il discorso nel quale Churchill lancia la formula cortina di ferro: dalla città di Stettino nel Baltico –disse – alla città di Trieste nel mare Adriatico, è calata una cortina di ferro, noi siamo di qua e difendiamo i valori dell’Occidente. Il discorso è spesso citato ma non è stato, penso, mai letto per intero. È molto interessante. Tra l’altro ci sono grandi riconoscimenti alla vittoria dei sovietici sulla Germania, però quello che colpisce è che dovendo descrivere che cos’è questo Occidente che sta al di qua della cortina di ferro, lui dice: l’Occidente sono British Empire and United States, cioè precisa the English speaking World.
L’Occidente in quel momento, per un Churchill ormai inasprito dalla sconfitta elettorale, ma al tempo stesso proteso a valorizzare questa sua presa di posizione, il mondo si è diviso in due (è appena finita la guerra!). E per definire il mondo occidentale lo identifica con “il mondo che parla inglese, e quindi con l’impero (che secondo lui ancora esiste, ma c’è qualche problema) e con gli Stati Uniti. (Ancora oggi se non blateri in inglese vieni considerato di seconda serie. Un esempio ?: dopo la Brexit la Gran Bretagna non fa più parte dell’Unione Europea, m per parlarsi i vari membri devono comunicare in inglese!).
Silvio Trentin, uno dei fondatori del movimento “Giustizia e Libertà”, pubblica nel 1933 un saggio “Considerazioni sulla crisi”, come quella del ’29-’33, in cui descrive le varie aree cruciali del pianeta: l’Europa divisa ormai dalla presenza del fascismo, del nazismo, la contrapposizione con i sovietici e l’America. L’America, scrive, è il luogo dei Consigli di amministrazione e del gangsterismo. L’idea è che non c’è l’Occidente come lo pensa Churchill, l’impero britannico e gli Stati Uniti, o il mondo che parla inglese, o, come suggeriscono i lessici postbellici, la NATO. No, l’America è un altro mondo, inquietante, pericoloso, addirittura avverso: l’estremo Occidente appunto. Nella prosa di Enzo Maria Gray, l’Europa è uno dei prodotti intellettuali del fascismo e i suoi nemici sono due: l’America e la Russia. Pochi anni prima, quando nel ’14 si scatena il conflitto inter-imperialistico, le due potenze dell’intesa, la Francia e l’Inghilterra, hanno una macchina propagandistica molto forte che in seguito lo stesso Goebbels imitò. L’Intesa addita la Germania guglielmina come l’Oriente, estraneo al mondo occidentale (democratico etc.). è una propaganda grossolana, se si considera che in quel momento Francia e Inghilterra sono alleati dello zar di Russia.
Come sempre questa categoria ‘democrazie contro autocrazie’ è zoppa. Nel caso particolare lo è doppiamente se si considera che il suffragio universale c’era in Germania e non c’era ancora compiutamente in Inghilterra. Comunque, nel 1914 l’Occidente è ancora più piccolo e l’Europa, che oggi daccapo viene considerata in modo unitario, era invece divisa in modo lancinante tra anglo-francesi e tedeschi, coi tedeschi nel ruolo di Oriente.

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