Spigolature sull’ Occidente (parte settima)
Si è detto che la parola Occidente è strumentale. C’è un antecedente che conferma questo giudizio: ‘Grecia libera versus impero persiani’, tipica di tutta la autorappresentazione del mondo greco nell’età del V-IV secolo. Essa fa a pugni col fatto che entrambe le potenze principali della Grecia continentale, cioè Atene e Sparta, appena entrano in conflitto tra loro corrono a chiedere aiuto al re di Persia e alla fine Sparta vince la guerra perché la Persia le crea una flotta e con quella Sparta prevale. Occidente libero, Oriente schiavo, ma è la realtà ad essere molto diversa, e molto più articolata, tanto per usare un eufemismo.
Al di là di questo, la domanda che credo ci si debba porre è: qual è il punto debole che sta alla base dell’impiego arrogante e ammonitorio, spesso ossessivo, del concetto di Occidente? Penso di non dire un’eresia osservando che l’errore concettuale che si commette è di considerare questa parola e il suo contenuto come una entità compatta, unitaria; i paesi che si propongono come Occidente sono i portatori dei “valori occidentali”, in blocco, in antitesi a tutto il resto del mondo, o delle altre ‘civiltà’ considerate come minori, inferiori.
C’è un brano di Carlo Rovelli, fisico, che si è espresso in maniera critica rispetto alla propaganda dominante sulla guerra in Ucraina. Ha scritto sul Corriere della Sera del 25 settembre 2024 queste parole meritevoli di commento:” L’ideale della democrazia, con il sistema dei diritti associati, come libertà di parola, libertà di stampa, libertà individuali eccetera, giusto vanto dei paesi occidentali, è diventato il nuovo argomento per legittimare il potere armato e il dominio politico di poche nazioni sulle molte altre”.
È vero, ma il punto controvertibile di questa pur pertinente osservazione è che non esiste questo blocco, questa unità, questa compattezza. Platone diceva che in tutte le città ci sono due città che si combattono tra di loro. Ogni paese dell’Occidente è diviso al proprio interno. La conquista di quei valori fu nel corso del tempo oggetto di lotta aspra all’interno di ciascuno di quei paesi. Valori esposti di continuo al rischio di essere svuotati di contenuto, sospesi, addirittura annullati. Basti pensare al destino gramo del concetto di “uguaglianza”, pur codificato nelle nostre Costituzioni, praticamente in tutte quelle occidentali. L’inganno consiste dunque nell’aggredire il mondo, sostenendo di fare ciò nel nome e per la propagazione di quei “valori” in realtà tutt’altro che stabilmente assodati persino in casa propria, e comunque presentando le realtà che vengono investite come meno valide, sebbene siano soltanto diverse.
L’intuizione e la conquista, peraltro precaria, di quei valori furono, nel corso dei secoli, oggetto di lotta all’interno di ciascuno dei singoli paesi raggruppati, volta a volta, sotto l’etichetta “Occidente”: lotta dove più dove meno vittoriosa: valori esposti a continuo rischio di sospensione o annullamento, all’interno stesso di quei paesi dove quei valori’ furono concettualmente formalizzati, affermati, calpestati, derisi, rivendicati in uno scontro che non ha fine.
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