ArticoliDon Matteo Ferrari

L’”obbedienza civile” di Mediterranea Saving Humans.

Don Matteo Ferrari è cappellano della nave di Mediterranea Saving Humans e sul palco della Marcia della Giustizia 2025 di Quarrata ha parlato delle pesanti sanzioni – 60 giorni di fermo amministrativo e 10 mila euro di multa – inflitte dal Ministero dell’Interno alla nave, dopo la scelta di rifiutare il lontano porto di Genova che le era stato assegnato, e fare invece rotta su quello di Trapani, per sbarcare i 10 naufraghi soccorsi in condizioni drammatiche, quando erano già in acqua, nella notte tra il 20 e il 21 agosto 2025. “Abbiamo soccorso persone che erano in acqua a sud della Sicilia. Persone che, su attenta valutazione dello staff medico, avevano il diritto di sbarcare immediatamente per la loro sofferenza fisica e psicologica. Ci è stato detto di portarle a Genova, cioè di diventare complici e infliggere loro un’ulteriore sofferenza. abbiamo dovuto disobbedire e sbarcare a Trapani. Questa però non è disobbedienza civile: è obbedienza civile perché, come ha attestato più volte la procura di Agrigento, il problema non erano le nostre azioni, ma le direttive”. A ottobre il tribunale di Trapani ha dato ragione a Mediterranea, accogliendone il ricorso cautelare e dichiarando illegittimo il fermo della nave. “La vera illegalità nel Mediterraneo è quella che viene perpretrata ogni giorno dalla mafia libica che cattura le persone in mare e le deporta nei lager, come quello di Tobruk, diretto dal Dipartimento per il contrasto alla immigrazione illegale in Libia che beneficia del sistema dei respingimenti. E allora qual è la vera disobbedienza? Quella di chi salva le persone o è la disobbedienza della mafia libica e di chi continua a non voler fare la lotta ai trafficanti? Noi non siamo interessati allo scontro politico, ma a camminare insieme, perché è così che si costruisce quella che papa Leone ha definito pace disarmata e disarmante, umile e perseverante. Questo cammino possiamo farlo solo tutte e tutti insieme”.

(34)

Loading