PRENDERSI CURA.
Prendersi cura del creato, di noi stessi e degli altri: un ideale raggiungibile? Ho i miei dubbi che lo sia, anche perchè la maggior parte delle nostre conversazioni quotidiane vertono su tematiche che nulla o poco hanno a che fare con la pratica ed estensione della parola “cura”. Al contrario: spesso commentati sono aspetti della situazione mondiale in forte contrasto con gli ideali perseguiti dalla preoccupazione per la tanto desiderata “cura”, rivolta ai molteplici aspetti della nostra esistenza, vissuti a vari livelli: personale, familiare, di comunità estesa al sobborgo, paese o nazione in cui viviano o lavoriamo, o al pianeta stesso.
Non offrono segnali incoraggianti i media che, nei loro commenti e reportages, privilegiano aspetti, ricorrenti, ma opposti al dispiegamento del senso di cura reciproco, enfatizzando aspetti oscuri e deprimenti nelle società contemporanee. Ma uno potrebbe anche chiedersi se tutto quello che viene offerto sul piatto sia il menu completo e saggiamente selezionato.
Da tempo nutro il sospetto che i tanti aspetti umani che parlano o lasciano intravvedere un senso di bontà, di generosità altruistica, di aiuto dato anche senza la minima ricompensa, rimangano nel loro cortile, per così dire, senza fare od esigere una pur minima pubblicità o menzione. E di conseguenza, mentre il male sembra trombettato senza sosta, le opere del bene sembrano privilegiare, se non un silenzio assoluto, una voglia innata a non far rumore.
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