C’era una volta Gaza…..
Oramai quasi dimenticata da altre drammatiche vicende
causate dalla fine dl Diritto Internazionale.
Pubblichiamo le accorate considerazioni dei suoi abitanti
come se fossero poesie.
Sta a noi farci coinvolgere e rifletterci sopra.
Andrea Cantaluppi.

Noi lassù costruiamo una seconda città,
medici senza pazienti né sangue,
insegnanti senza aule gremite e urla agli studenti,
nuove famiglie senza dolori né tristezza,
e giornalisti che fotografano il paradiso,
e poeti che scrivono sull’amore eterno,
tutti da Gaza, tutti.
Nel paradiso c’è una nuova Gaza
Che si sta formando ora, senza assedio.
Heba Abu Nada

Una madre a Gaza non dorme…
Ascolta il buio, ne controlla i margini, filtra i suoni
ad uno ad uno
per scegliere una storia che le si addica
per cullare i suoi bambini.
E dopo che tuti si sono addormentati,
si erge come uno scudo di fronte alla morte.
Una madre a Gaza non piange,
raccoglie la paura, la rabbia e le preghiere nei suoi polmoni
e attende che finisca il rombo degli aerei
per liberare il respiro.
Una madre a Gaza non è come tutte le madri,
fa il pane con il sale fresco dei suoi occhi…
e nutre la patria con i suoi figli.
Ni’ma Hassan

La bambina il cui padre è stato ucciso
mentre portava un sacco di farina
sulla schiena
continuerà a gustare
Il sangue di suo padre in ogni pane.
Haidar Al-Ghazali

Voglio sognare
fosse questa
la mia unica colpa
per essere ucciso.
Voglio nutrire
I passeri delle strade
e non ho altro che la mia carne
sul marciapiede.
Haidar Al- Ghazali

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