Riflessioni sul pontificato di Francesco

L’EREDITA’ DI FRANCESCO

Passato il momento delle celebrazioni che hanno seguito lo sgomento della scomparsa di Francesco, il papa degli ultimi e, a mio parere, il più grande statista degli ultimi tempi, propongo momenti di riflessione che verranno svolti da varie persone sulla eredità che ha lasciato.

Di una cosa sono sicuro, sarà difficile per il nuovo papa non seguire il tracciato da lui seminato.

Andrea Cantaluppi.

REQUIESCAT IN PACE

Il funerale di papa Francesco è diventato, inconsapevolmente e contro la sua volontà, una metafora del mondo.

Accanto all’altare, i potenti: da un lato, i principi della Chiesa in rosso e porpora, dall’altro, i capi di Stato in grigio e nero. Nella piazza, selezionati da un accurato servizio d’ordine, gli ammessi al rito. Sulla strada, gli altri. I potenti vivono nella loro bolla, protetti ed ossequiati. Governano le sorti della Terra senza conoscerla e senza doverne rendere conto. I prelati, impegnati nelle loro segrete trattative, per la nomina del nuovo papa: solo il tempo ci dirà se l’opera dello Spirito avrà prevalso sui giochi di potere molto terreni. I governanti, presi in altrettanti segreti colloqui, che decideranno del nostro futuro. Due sedie rosse e dorate, Trump e Zelensky seduti a parlare, nessuno intorno ad ascoltare: non sapremo mai cosa si sono detti. Discutono delle sorti di un Mondo sul ciglio di una catastrofe nucleare, fuori da ogni dinamica diplomatica e da ogni regola democratica.

Una metafora potentissima.

Pensare che potrebbero, se solo volessero, se solo sapessero… potrebbero porre fine alle guerre, creare rapporti più equi tra i popoli, lottare contro la povertà, contrastare i cambiamenti climatici. Ne hanno il potere, ma non la volontà. Ben poco di tutto ciò entra nella loro agenda, incentrata sul mantenimento del potere e sull’incremento della ricchezza. Estrarre le risorse naturali e le energie umane e poi gettare territori e uomini, esausti, come rifiuto: questo il loro credo.

Nella piazza ci siamo noi, uomini e donne dei paesi ricchi o minoranze privilegiate di quelli poveri. Spesso troppo preoccupati di conservare le nostre sicurezze e troppo spaventati dal futuro per poter allargare lo sguardo. Vediamo nemici ovunque: nei poveri, nei migranti, nei diversi per cultura, sensibilità o identità sessuale. Sosteniamo la costruzione di muri ed approviamo deportazioni. Ma la maggioranza povera, purtroppo, sono gli uomini e le donne sulla strada, con il loro voto, a fare la fortuna dei politici, che, puntualmente, li tradiscono. Non sono consapevoli di avere dalla loro la forza del numero: non solo nelle urne, ma nei mercati e nelle piazze. I potenti non temono nulla più di un popolo consapevole ed organizzato. Per questo utilizzano ogni strumento che offre la tecnologia , per manipolare il consenso. È accaduto nel Brasile di Bolsonaro, con le televisioni, per la Brexit, con internet, nelle ultime elezioni americane con i social media. 

Eppure il vento soffia ancora.

La vita e la morte di papa Francesco hanno un profondo valore simbolico, che accompagnerà credenti e non credenti. L’ultimo viaggio, in un carcere, l’ultima carezza ad un bambino; la tomba fuori del Vaticano, nel mondo che ha percorso in lungo e in largo con le sue vecchie scarpe nere. Una lapide liscia e disadorna, sormontata da una semplice croce d’argento, la stessa portata in vita. Un messaggio chiaro, per chi lo vuole ascoltare.

E, dal Mondo, molte piccole ma significative risposte.

Un sindacato giovane e di giovani che, con metodi antichi, lotta per il riconoscimento dei diritti e della dignità dei lavoratori, in un comparto, come il tessile toscano, governato da interessi spesso illeciti. Giovani, talvolta giovanissimi, che hanno il coraggio di esporsi a rappresaglie dei caporali ed alla repressione di pezzi dello Stato, che fingono di non capire. Ancora i Mapuche, questa volta argentini, paradossalmente estranei a questa Chiesa, ma adoratori dell’Uomo e della Natura. Appena rioccupata la loro terra ancestrale, si ergono a difensori del fiume, contro gli appetiti dell’estrattivismo. E poi giudici che si mobilitano per la tutela della legalità e dei diritti dei più deboli, a Firenze come in Argentina. E ancora, il dissenso che si diffonde nell’esercito israeliano per la mattanza di Gaza. Una galassia di persone che non si voltano dall’altra parte.

(35)

Loading