ArticoliRoberto Moranduzzo

Palestina: dove sta il gene dormiente del genocidio.

Serve subito esplicitarlo: Francesca Albanese è oltremodo coraggiosa e cocciuta. La giovane donna, relatrice speciale dell’ONU per i territori palestinesi occupati, da tempi non sospetti, e sovente in solitudine, tuttalpiù accompagnata da un malevolo sospetto, insiste perché vengano garantiti i più elementari diritti umani al ppolo palestinese sia a Gaza che in Cisgiordania e a Gerusalemme Est. A uomini, giovani e anziani, donne di tutte le età, e bambini visto che riempiono strade e caseggiati in modo copioso. Lo fa anche con J’accuse  (ed. Fuoriscena, con una bellissima postfazione di Roberta de Monticelli), che si rivela una chiarissima e non faziosa denuncia. 

Denuncia a partire dalle durissime condizioni materiali di vita a cui sono costrette le genti palestinesi. Anche il suo nuovo rapporto “Anatomia di un genocidio” spiega in modo esauriente il tentativo di allontanamento dalla propria terra ( di fatto: un tentativo di annientamento) dei palestinesi. È ferma e intransigente la condanna del vile e assurdo attacco di Hamas del 7 ottobre scorso; una dirigenza, quella di Hamas nella Striscia, che, pur partendo da presupposti di legittimazione popolare (era stato convintamente votato), in questi anni non ha per niente e in nulla fatto gli interessi della popolazione costretta in un lembo di terra stretta, a vivere quotidianamente accalcata come sardine e quasi completamente dipendente dagli aiuti internazionali, stante un embargo del tutto incomprensibile e autolesionistico. Hamas ha fatto costruire cunicoli e vie sotterranee, ha dilapidato ricchezze per il suo gruppo dirigente intransigente, incupito e autoreferenziale. Francesca Albanese, per quanto riguarda le sorti palestinesi, insiste sempre su un termine controverso come genocidio che fa arrabbiare alcuni, persino Liliana Segre ( “A Gaza è importante che entrino operatori umanitari ed esperti forensi, che vadano allo Shifa e al Nasser Hospital dove ci sono le fosse comuni e nelle prigioni dove aumentano i casi di morte per tortura”); che si tratti di genocidio o di pulizia etnica, non c’è dubbio alcuno che ancor prima del 7 ottobre 2023 “i palestinesi sono stati esposti a istanze di sfollamento forzato e a un uso eccessivo della forza, a detenzioni arbitrarie e a guerre preventive”. E aggiunge Albanese: “ è questo il contesto che ha in sé il gene dormiente del genocidio”. E chi si prende cura oggi dei civili palestinesi abbandonati da tutti e soccorsi con aiuti umanitari, ma non riconosciuti nei loro diritti fondamentali?

Roberto Moranduzzo, recensione al libro di Francesca Albanese: J’accuse.

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