La politica diffamatoria e persecutoria dei padroni del mondo nei confronti del comunismo.

Il 12 di aprile scorso, il giorno dopo la domenica in albis, ho postato su Facebook questo messaggio: “Nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune”. Commentando questo passo degli Atti degli Apostoli, papa Francesco ha alzato lo sguardo dal foglio e ha detto: questo “ non è comunismo, è cristianesimo allo stato puro”!

Non possiamo che fare nostra la definizione che Marx stesso ha dato del comunismo: “Il comunismo è l’unità essenziale dell’uomo con la natura, la vera resurrezione della natura, il naturalismo compiuto dell’uomo e l’umanesimo compiuto della natura”. Per questo, direbbe papa Francesco, è cristianesimo!

Fa pensare come, ogni qual volta si discuta sul “Comunismo”, la maggior parte dei denigratori intervengano dibattendo sugli “Stati” dell’ex blocco sovietico e sui “governi comunisti”, spostando l’oggetto del dibattito dal “Movimento/Progetto” alle sue realizzazioni storico-istituzionali o dicentesi tali. Identificando l’ideale con le deviazioni storiche che spesso e purtroppo accompagnano la sua realizzazione.

Sarebbe come bocciare la “ Liberté, Egalité, Fraternitè” della rivoluzione francese a partire da quello che è stato chiamato da alcuni storici il primo genocidio della storia contemporanea.

Sarebbe come incolpare Gesù Cristo e il suo Vangelo per i roghi e le guerre di religione fatte in suo nome. E voler giudicare il cristianesimo tutto a partire dagli scandali dello IOR e dalle vergogne della pedofilia.

È opportuno qui riportare la bella osservazione del teologo Gustavo Gutiérrez per significare la sintonia con il pensiero del fondatore della “teologia della liberazione”: “Il Regno, proprio perché è promessa e grazia, costituisce motivazione ed esigenza di giustizia e libertà, pace e amore.

Giustizia, libertà, pace, amore: grandi parole che vengono costantemente manipolate per servire agli interessi di coloro che le negano e le rifiutano a se stessi, nel costruire un ordine sociale fondato sullo spogliamento e lo sfruttamento della più gran parte delle popolazioni. Proprio per questo, però, non finisce di sorprendere il fatto che tali termini continuino ostinatamente ad esprimere aspirazioni profonde dell’umanità, motivando generosità e forgiando movimenti storici”.

Vorrei chiudere questo punto facendo una distinzione tra i “Paesi Comunisti” del blocco sovietico ove il “comunismo” è stato imposto dall’esterno e mano militari e i Paesi nei quali il “comunismo” è andato al potere per via elettorale. Mentre i primi, giustamente, sono cessati con il crollo del muro di Berlino, questi ultimi, soprattutto in America Latina, sono stati combattuti o con i carri armati, tramite golpe militari (vedi Cile) o presi per la gola tramite il mercato (vedi Cuba).

E nessuno si è mai chiesto che razza di libertà possa mai essere quella per cui se un popolo sceglie secondo i desiderata dei “Padrini” della democrazia tutto va bene, se sceglie diversamente tutti i mezzi, leciti e soprattutto illeciti, sono buoni per perseguitarti e affamarti!

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