La voce della morte

C’era una volta un uomo che una sola cosa chiedeva al cielo: diventare ricco. Giorno e notte non pensava ad altro, e alla fine le sue preghiere furono esaudite e diventò ricchissimo. Ora che era tanto ricco e aveva così tanto da perdere, capì che sarebbe stato terribile morire lasciando tutto quello che possedeva. Perciò decise di partire alla ricerca di un paese in cui la morte non esistesse. Si predispose al viaggio, prese congedo dalla moglie e partì. Ogni volta che arrivava in un nuovo paese chiedeva per prima cosa se anche lì la gente morisse; e quando gli veniva risposto di sì riprendeva la sua ricerca.

Alla fine giunse in un paese i cui abitanti ignoravano persino il significato della parola morte. Il nostro viaggiatore se ne compiacque e chiese:” Questo significa che il vostro paese è molto popolato se nessuno muore mai? “. “No, gli fu risposto, non siamo molti perché di tanto in tanto una voce chiama uno dopo l’altro gli abitanti di questa terra: chi sente quella voce esce di casa e non torna più”. “Ma vedono la persona che li chiama o sentono solo la voce?”. Insistette il viaggiatore. “La vedono e la sentono”. Fu la risposta. L’uomo fu stupefatto nell’udire di gente tanto sciocca da seguire la voce, pur sapendo che non avrebbero più fatto ritorno.

Tornò allora a casa, prese con sé tutti i suoi averi e si trasferì con la famiglia in quel paese dove la gente non moriva ma scompariva seguendo il richiamo di una voce. Stabilì che qualora lui e la sua famiglia avessero sentito la voce fatale, non avrebbero risposto, per quanto forte questa chiamasse.

Per qualche anno tutto procedette bene; l’uomo e la sua famiglia vivevano felici nella nuova casa. Ma un giorno, mentre erano tutti seduti a tavola, la moglie di colpo si levò in piedi gridando: “Vengo, vengo!”. Poi corse a prendere la pelliccia e si slanciò verso la porta. Il marito l’afferrò per la mano gridando: “Non ricordi più quello che ti ho detto? Resta dove sei se non vuoi morire”. “Ma non senti la voce che mi chiama?”. Replicò la moglie. “Voglio soltanto sapere perché ha bisogno di me, e tornerò subito”. Ma l’uomo non voleva lasciarla andare e fece sbarrare col chiavistello tutte le porte di casa. “Va bene marito mio, farò quello che desideri”. Disse la moglie con aria docile; ma mentre il marito si rallegrava dello scampato pericolo, lei si lanciò come una furia verso la porta, la spalancò e corse fuori inseguita dal marito. Lui riuscì ad afferrarla per la pelliccia, la pregò e supplicò di non andare, le disse che certamente non sarebbe più tornata. La donna non disse nulla, ma piegando le braccia si liberò del mantello che restò tra le braccia del marito, e corse via gridando: “Eccomi, eccomi!”. Quando la donna era ormai scomparsa dalla vista, l’uomo si riebbe dal suo addolorato stupore e tornò verso casa mormorando: “Se è così sciocca da voler morire, io non posso farci nulla. L’ho pregata e supplicata di non prestare ascolto a quella voce, per quanto forte la chiamasse!”.

Passarono giorni, settimane, mesi e anni, e nulla sembrava disturbare la quiete della casa. Ma un giorno, mentre era come ogni giorno dal barbiere l’uomo gridò sulla sedia gridando: “Io non verrò, mi senti?, io non verrò”. Il barbiere e le altre persone che si trovavano nella bottega lo guardarono stupiti; rivolgendosi verso la porta l’uomo continuava a gridare: “Te lo ripeto una volta per tutte, non ho intenzione di venire, perciò vattene!, vattene o sarà peggio per te, gridò ancora, puoi chiamare quanto vuoi, ma io non verrò”.

Alla fine, afferrato il rasoio dalla mano del barbiere, urlò: ”Ora t’insegno a lasciar stare la gente!”. Si slanciò fuori dalla bottega come se stesse inseguendo un nemico invisibile, e il barbiere, deciso a non rimetterci il rasoio, gli corse dietro. A quella velocità, chissà dove sarebbero arrivati, se all’improvviso l’uomo non fosse caduto in un precipizio che l’inghiottì. Così, anche lui, al pari degli altri, era stato costretto contro la propria volontà a rispondere al richiamo della voce misteriosa.

Tornato nella bottega, il barbiere raccontò a tutti quanto era accaduto: allora nel paese si disse che tutta la gente sparita era probabilmente finita nel medesimo precipizio, perché mai nessuno aveva mai saputo nulla della sorte di quelli che obbedivano al richiamo della voce. Ma quando si recarono a vedere il fatale precipizio che aveva inghiottito tanta gente, eppure non sembrava mai colmo, non poterono scoprire nulla: videro soltanto una vasta plaga che sembrava stare lì dall’inizio del mondo.

Da quel giorno gli abitanti del paese cominciarono a morire come tutti gli altri uomini del mondo.

(fiaba popolare romena)

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