Il Papa e la bambina
Esterno giorno. il sole illumina i viali interni della Città del Vaticano. Un’auto procede lentamente quando il passeggero da dietro fa cenno all’autista di rallentare e fermarsi. Bussa al suo finestrino e saluta con baci una bambina che, allegramente sta a cavalcioni sulle possenti spalle del padre. Lei si accorge che dall’auto la stanno salutando e risponde allegramente lanciando anche lei festosi bacetti con la mano.
Il padre, senza farla cadere, fa un inchino verso quel passeggero che, con il suo smagliante e accattivante sorriso, fa riavviare l’auto.
La bimba dice al padre: “Hai visto? Mi riconosce sempre e mi manda i sui bacetti”. “Già, risponde il padre, anche a me, quando sono al suo servizio, mi chiede sempre como està la nina?”.
Questo frammento di poesia mi è stato raccontato dal nonno della bambina ancora con gli occhi lucidi e con voce strozzata. Il padre della quale è una guardia personale del Papa per la difesa senza armi.
Anche così si scrivono le poesie.
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