Antonio Vermigli articoliArticoli

Riarmiamoci!

La Libia e le armi di Draghi. In politica estera abbiamo assistito ieri a un altro capolavoro. La visita di Draghi nella Libia che con i soldi italiani fa morire i migranti o in mare o nei centri di detenzione dopo averli torturati, ha ribadito la linea Minniti-Salvini sul Mediterraneo: un accordo sulla transizione energetica e le fonti rinnovabili nel Fezzan, in soldoni petrolio, in cambio della prosecuzione nella complicità italiana per la strage continua di chi fugge da fame e guerre. Nel 2020 il Progetto ferma-migranti ha comportato un finanziamento di 58.292.664 euro alla Libia, quasi dieci milioni in più rispetto all’anno precedente. Sui media compiacenti però in politica estera troviamo soltanto notizie (che non esistono per gli altri giornalisti europei) sulla rinnovata centralità dell’Italia in un Europa. Si sa, i fatti sono soltanto un fastidioso ostacolo fra il giornalismo italiano e il suo totale asservimento al potere. Come spendere i 209 miliardi del Recovery Plan riscritto dai “Draghi boys”. Si aspettano interventi strutturali, in un Paese che dovrebbe strutturalmente creare posti di lavoro a breve e medio termine colmando il gap digitale che ci allontana dal resto d’Europa. Ma l’unica certezza al momento è che nel piano allo studio del governo c’è il progetto d’incrementare la capacità militare attraverso i fondi del Nex tGeneration, che si aggiungeranno ai 36,7 miliardi di euro già stanziati per le spese militari, risorse sottratte all’investimento e allo sviluppo infrastrutturale dell’Italia.

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