Fratelli nostri

Il vescovo Pedro Casaldaliga con un indio dell’Amazzonia.

Fratelli nostri

che siete nel Primo Mondo:

rispettate il nostro pane quotidiano,

rinunciando voi al vostro sfruttamento quotidiano.

Non vi intestardite

a ricevere da noi il debito che non abbiamo fatto

e che continuano a pagare i nostri bambini,

i nostri affamati, i nostri morti.

Non cadete più nella tentazione

del lucro, del razzismo, della guerra;

noi faremo in modo

di non cadere nella tentazione

dell’ozio e della sottomissione.

E liberiamoci gli uni gli altri da ogni male.

Il primo mondo consumista è un antropofago che sta mangiando il terzo mondo.

Per socializzazione intendo la maggiore partecipazione possibile di tutti i cittadini, con il più elevato livello possibile di uguaglianza, nei beni della natura e in quelli di produzione. Per raggiungere ciò, evidentemente, sarà necessario togliere e distruggere l’egoismo del capitale, il privilegio delle minoranze, lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo.

Mi diranno sovversivo;

risponderò: è vero.

Per il mio popolo che lotta, vivo;

con il mio popolo che marcia, cammino.

Incito alla sovversione

contro il potere e il denaro.

Voglio sovvertire la legge

che perverte il popolo in gregge

e il governo in macellaio.

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