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Ricchi e buoni?

Ricchi e buoni? Le trame oscure del filantrocapitalismo.

Bill Gates, Warren Buffet, Bill Clinton e Mark Zuckerberg sono i protagonisti della nuova mega filantropia.

Perché l’elite dell’1% del pianeta, la classe più predatoria della storia umana, è anche la più socialmente impegnata a sostenere cause nobili come salute, educazione, lotta alla fame, con la scusa di cambiare il mondo? Che cosa si nasconde dietro la rinascita della filantropia a vocazione globale? L’impegno sempre più pervasivo dei filantropi è davvero la soluzione alle sfide della contemporaneità o non piuttosto un ambiguo e problematico effetto delle disuguaglianze strutturali che rendono la nostra epoca la più ingiusta di tutti i tempi?

Prendiamo alcuni passaggi dal libro scritto da Nicoletta Dentico, giornalista esperta di salute globale e cooperazione internazionale: “ Ricchi e buoni? Le trame oscure del filantrocapitalismo”.

Il filantrocapitalismo è una specie di legittimazione morale, “una valvola di sfogo” tramite cui investire, detassati, i profitti spesso accumulati con flagranti operazioni di elusione o evasione fiscale. “Nel 2012, un rapporto del Senato statunitense calcolava in quasi 21 miliardi di dollari la quantità di denaro che Microsoft era riuscita a trafugare nei paradisi fiscali. La Fondazione Gates mantiene un forte legame finanziario con aziende assai poco virtuose sul piano dei consumi e della salute che però garantiscono sicure remunerazioni sull’investimento: ad esempio investe 466 milioni di dollari negli stabilimenti della Coca Cola e 837 milioni di dollari in Walmart, la più grande catena di cibo, farmaceutici e alcoolici degli Usa. Il monopolista filantropo, con la sua Fondazione, ha messo sul piatto della lotta all’attuale pandemia 300 milioni poi saliti a 530 accreditandosi sulla scena internazionale al pari di istituzioni internazionali come OME, Banca Mondiale e Commissione Europea, creando un pericoloso precedente nella governance di fenomeni globali. Tanto più che “ in tutti questi anni Gates ha molto contribuito al rafforzamento geopolitico di Big Pharma (il cartello composto dalle principali case farmaceutiche mondiali), erodendo e sottraendo terreno alla società civile in questo duro conflitto politico”.

Bill Gates conta più dell’ONU (in fatto di quattrini).

“Dall’inizio delle attività la Fondazione Bill & Melinda Gates ha mobilitato una massa totale di finanziamenti di 50,1 miliardi di dollari e una capacità di erogazione nel 2018 di 5 miliardi di dollari. Tra il 2013 e il 2015, la Fondazione Gates ha potuto destinare 11,6 miliardi di dollari allo sviluppo globale, più di quanto non riescano a fare le agenzie delle Nazioni Unite”. Gates finanzia l’OMS 24 volte quel che danno i Brics!

“Nel biennio 2010-11 la Fondazione Gates ha versato oltre 446 milioni di dollari all’OMS, più di ogni altro contribuente statale dopo gli Stati Uniti: una cifra 24 volte superiore ai contributi erogai da Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica mesi insieme”.

Se i ricchi pagano meno tasse delle fasce sociali più emarginate. “ La ricerca degli economisti Emmanuel Saez e Gabriel Zucman evidenzia che le 400 famiglie più ricche degli Stati Uniti hanno pagato nel 2018 un’aliquota effettiva del 23%, cioè un pinto percentuale in meno di quello versato dalle famiglie delle fasce sociali meno abbienti”.

Pagare le tasse? Anche no (per i super ricchi).

“ In un anno è semplicemente raddoppiato il numero delle mega imprese che non hanno pagato tasse grazie alle radicali politiche fiscali dell’amministrazione Trump a beneficio dei ricchi e delle aziende private. Sono 60, alla fine del 2019. Tra i titani esentasse si contano Amazon, Netflix, Ibm, Chevron, Ely Lilly, Delta Airlines, General Motors e Goodyear”.

La “podium economy” di Bill Clinton.

“La professione di conferenziere segna la fortuna dell’abilissimo oratore che, liberatosi dalla Casa Bianca, cominciò a battere il circuito dei più prestigiosi eventi internazionali con esiti finanziari sbalorditivi: 105,5 milioni di dollari raccolti per sé in dieci anni, dal 2002 al 2012”.

Zuckerberg, il generosissimo che non paga le tasse.

“ Ispirata dalla nascita della prima figlia, la coppia Mark e Priscilla Zuckeberg ebbe a comunicare la costituzione della Chan Zuckerberg Initiative, una fondazione nuova di zecca con cui s’impegnavano a destinare nientemeno che il 9% della ricchezza accumulata nel corso della vita a finalità benefiche – circa 45 miliardi di dollari, al valore corrente di Facebook. Il gruppo di Zuckeberg ha avuto un’aliquota fiscale media dell’1% nei Paesi extra UE in cui ha operato”.

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