Dignità dei migranti
La visita del papa al confine Texas-Messico, inizia a lanciare i primi segnali positivi anche all’interno della conservatrice chiesa cattolica messicana.
Dopo più di un anno, per la prima volta nella storia della chiesa cattolica messicana, i vescovi hanno firmato un appello a tutti gli abitanti del Messico e degli USA, indipendentemente dalle loro convinzioni religiose, e in maniera speciale e con grande rispetto, ai Presidenti dei rispettivi paesi, in seguito al dispiegamento delle truppe della Guardia Nazionale nordamericana alla frontiera che delimita i due territori.
Il testo è intitolato: ”Per la dignità dei migranti”.
Nel testo si evidenzia che la chiesa cattolica “non può ignorare la sofferenza dei nostri fratelli migranti che cercano migliori condizioni di vita quando attraversano il confine per lavorare e contribuire al bene comune non solo delle loro famiglie, ma anche del paese fratello che li riceve”. Nella consapevolezza che “i flussi migratori presenti e futuri richiederanno una nuova regolamentazione da parte di entrambe le nazioni”. I vescovi mettono in risalto che “ non tutte le norme, né le decisioni o militari, per il semplice fatto di essere promulgate o definite, sono di per sé giuste e conformi ai diritti umani”. Quindi osservano che “ l’inalienabile dignità della persona umana è la vera fonte del diritto, e il dolore dei più deboli deve essere inteso come la norma suprema e criterio fondamentale per lo sviluppo dei popoli e per la costruzione di un futuro di pace”. I vescovi richiamano inoltre “ i governi messicani del passato e del presente alla loro grave responsabilità per non aver creato sufficienti opportunità di sviluppo per i nostri poveri ed emarginati”. Nel documento si legge anche che “ Non è consono alla dignità umana e alle migliori ragioni e argomentazioni concepite da uomini come Abramo Lincoln o Bartolomè de las Casas, costruire barriere che ci dividano o sviluppare azioni che ci violentano. I migranti non sono criminali ma esseri umani vulnerabili che hanno pieno diritto allo sviluppo personale e comunitario”. I vescovi messicani si uniscono ai vescovi statunitensi per affermare con decisione che il confine tra il Messico e gli USA “non è una zona di guerra”.
Andrea Cantaluppi
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