Guadalajara
Esattamente un anno fa stavo nuovamente sul confine tra il Messico e gli Usa. Tornavo a dare una mano alla frontiera di Nuevo laredo.
Poi, con p. Francisco, sono andato a vedere una nuova realtà a Guadalajara. Li è stata realizzata una struttura scalabriniana che non segue esattamente il modello delle Case sparse in tutto il mondo, ma è destinata ad accogliere chi è in maggiori difficoltà: donne che cercano di fuggire dalla tratta della schiavitù, migranti che tornano nel loro Paese e non hanno più un punto di riferimento, situazioni di estrema violenza che non si possono denunciare alle autorità poiché queste sono, in quel paese, la lunga mano delle bande.
Una delle attività che con fatica si stanno svolgendo anche in via nuova e sperimentale, è quella di raccogliere dati, il più oggettivamente possibile e darli a coloro, che ne vogliano usufruire per il loro lavoro. Giornalisti, agenzie di stampa, Enti, Università, associazioni, etc. Insomma a tutti coloro che trattano in modo oggettivo per motivi di studio o d’informazione il tema delle emigrazioni.
Qui troverete allegato il primo bimestrale d’informazione che viene elaborato e diffuso da quella struttura.
Per coloro che fossero interessati a conoscere, approfondire e avere i dati, c’è un indirizzo email a cui si può fare riferimento: cpmcs@yahoo.com. Altrimenti ci sono qua io. Sarebbe interessante conoscere le vostre esigenze per poter ampliare e approfondire il modo stesso di indagare e lavorare.
Contro il rumore di fondo della troppa inutile informazione, è bene avere i dati dalla fonte diretta.
Andrea Cantaluppi
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