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Incontro – Convegno con Daniel Marcelli : adolescenza, urgenza e richiesta d’aiuto

Invito tutti voi che sostenete le iniziative e i nostri progetti, a partecipare ad un convegno che puntualizza lo stato dei lavori sul tema dei giovani e gli incidenti. E’ questo uno dei due punti per cui è nata l’associazione. Sabato 11 Febbraio 2012, presso l’Aula Magna di neuropsichiatria infantile, in via dei Sabelli 108, Roma, il Prof. Daniel Marcelli, dell’Università di Poitier, Francia, e la Prof. Paola Carbone, dell’Università la Sapienza di Roma, svolgeranno due relazioni sul tema:” Adolescenza, urgenza e richiesta d’aiuto”. La prevenzione del disagio e dei comportamenti rischiosi dei giovani che si presentano al Pronto Soccorso.

Il tema del Convegno è la prevenzione del disagio e dei comportamenti rischiosi dei giovani al Pronto Soccorso. Il Convegno intende sottolineare il ruolo centrale che il PS potrebbe svolgere nella prevenzione dei comportamenti rischiosi e di tanti disagi psicologici dei giovani. Sono previste 2 relazioni, tutte e 2 si riferiscono a progetti di ricerca-intervento presso il Pronto Soccorso. – Il Prof. Daniel Marcelli , Università di Poitier-Francia, presenterà la sua ricerca sui giovani che accedono al PS per incidenti e in particolare presenterà un test per individuare quali tra loro rischiano di avere a breve altri incidenti. – La Prof Paola Carbone, Università di Roma ‘La Sapienza’, presenterà il progetto pilota Sportello-Giovani al PS e descriverà l’importanza clinica e preventiva di questo servizio cui accedono non solo i giovani che hanno incidenti e anche i molti giovani che somatizzano l’ansia. L’interesse del Convegno è nel fatto che -anche se il PS è un servizio molto utilizzato dai giovani- sono pochissime le iniziative analoghe a quelle sperimentate dai relatori. I molti giovani che arrivano nei vari servizi di PS vengono trattati solo sul piano somatico e questo collude con i meccanismi di negazione dei problemi sottostanti e innesca nuovi ritorni al PS: “nuove somatizzazione e nuovi traumi per mettere sotto gli occhi di adulti che non vedono, le ferite che gli stessi giovani non sanno riconoscere”.

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