Spigolature sull’ Occidente (parte quarta)
Nel 1913, Lenin disse che ottocento milioni di asiatici sono trascinati nella lotta dagli stessi ideali europei.
Dopo la fine della Seconda guerra mondiale, in modo sistematico, travolgente, si era affermato in gran parte del pianeta un moto di decolonizzazione: dall’India, all’Indonesia, al Pakistan, ad alcune aree importanti dell’Africa. La decolonizzazione è stato un grande processo che è durato anni, cui ha tenuto dietro una sorta di ricolonizzazione ostinata, talora anche molto sanguinosa.
In una conferenza tenuta a Tokio nel 1914, poco prima dello scoppio della guerra, esprime con un tono molto grave, la critica alla colonizzazione da parte dell’Occidente verso l’Oriente, partendo dal fatto di essere indiano, Rabindranath Tagore parla dell’impero coloniale britannico del quale, lui come suddito è vittima esprimendo questo giudizio: “La civiltà degli occidentali stermina, annienta le stirpi che ostacolano la sua marcia di conquista. È una civiltà di cannibali”.
Arnold Toymbee, storico inglese, in una conferenza tenutasi nel 1953 dichiara: ”Per quanto diversi possano essere gli uni dagli altri i popoli non occidentali in fatto di razza, lingua, civiltà, religione, se un occidentale chiederà loro che opinione abbiano sull’Occidente, né riceverà sempre la stessa risposta. Russi, musulmani, indù, cinesi, giapponesi e tutti gli altri saranno in ciò perfettamente concordi: l’Occidente, essi diranno, è stato l’aggressore capitale dei tempi moderni e ciascuno potrà rinfacciare la propria esperienza di tale aggressione. I Russi per esempio ricorderanno che sono stati aggrediti per via di terra da eserciti occidentali nel 1941, nel 1915, nel 1812, nel 1709, nel 1610, risalendo a ritroso nel tempo. I tedeschi più volte, perché anche nel ’18 l’attacco tedesco a est fu micidiale, ne 1812 Napoleone, nel 1709 gli svedesi e nel 1610 i polacchi. È una storia plurisecolare. I popoli dell’Asia e dell’Africa rammenteranno che missionari, commercianti, soldati occidentali venuti da oltremare si sono andati spingendo all’interno dei loro Paesi fin dal secolo XV. Nell’esperienza che il mondo ha avuto dell’Occidente durante tutto questo tempo, l’Occidente è stato l’aggressore”.
Nel 1945 ha inizio lo sgretolamento degli imperi coloniali: l’impero britannico, l’impero francese, l’impero olandese, l’impero portoghese. In quell’anno l’Olanda si ritira dall’Indonesia e l’India si divincola dalla posizione di subalternità e riceve in cambio un colpo durissimo, la secessione del Pakistan, attizzata con arte dall’ex potenza coloniale. Fecero leva sulla rivalità religiosa, il Pakistan è musulmano, gli indiani sono indù. La ricolonizzazione passa anche attraverso cose di questo genere.
Un punto alto della ricolonizzazione fu il tentativo dell’Union Minière di riprendersi il Congo. In poche settimane dalla proclamazione dell’indipendenza, il Congo fu ricolonizzato di fatto, dalla grande multinazionale franco-belga, che provocò la secessione della regione del Katanga. Fu arrestato, massacrato l’eroe, il Mazzini del Congo, cioè Patrice Lumumba, che era stato l’uomo che si era battuto ad oltranza per l’indipendenza.
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