Spigolature sull’ Occidente (parte terza)
Nella metà del Novecento, quando nacque la NATO, il mondo colonizzato a in rivolta. L’Occidente ripulì il suo linguaggio: “libertà” e “democrazia”. Così ripulendo potè dare avvio al sanguinoso sforzo di ri-colonizzare i continenti che stava perdendo. Ma il resto del mondo non rimase inerme.
L’Occidente per imporre i suoi “valori” ha bisogno di un nemico di turno. I suoi valori vanno deglutiti perché sono, per definizione, i migliori. Anche se occidentale, il nemico ogni tanto si sposta. Lo fu la Francia al tempo della Rivoluzione, lo è stata la Germania al tempo della Grande Guerra. Dalla quale scaturì un disturbo: la Rivoluzione Russa, e questa si convertì in rendita: l’Occidente aveva finalmente il nemico assoluto, il male assoluto. Si sprecarono da allora le crociate. Se non fosse stata una tragedia costata milioni e milioni di morti, sarebbe una farsa ineguagliabile.
Il fatto è che il concetto stesso di Occidente non regge. È una parola che imbelletta la politica di potenza facendo intravedere i “valori”. I quali, ove tradotti in pratica, comporterebbero crisi radicale dell’Occidente armato. Con il crollo dell’URSS e degli equilibri stabiliti alla conclusione della Seconda guerra mondiale, tutto cambiò.
Ormai, con dolore trafiggente per i menestrelli, USA e UE si fronteggiano. Le formule predilette, nei loro strumenti di informazione oppiacea, era due: a) gli USA, “ la più grande democrazia del mondo”; b) Israele, “l’unica democrazia del Medio Oriente”. Ora di questi piatti rancidi restano solo macerie. Gli Stati Uniti vengono definiti “ex alleati” dell’Unione Europea. È andata in crisi persino la cantilena dei “pesi e contrappesi”. I menestrelli sono arrivati a dire che “la più grande democrazia al mondo non c’è mai stata”. Il presidente nomina i giudici della Corte Suprema, e questi possono prevalere sui giudici dei singoli Stati, quindi il presidente fa da contrappeso a se stesso.
Lo Stato terrorista israeliano, idolo delle destre mondiali, pone però ai menestrelli problemi ben più ardui. Nelle redazioni ci si interroga: il tribunale dell’Aja ha osato qualificare i capi terroristi israeliani come “criminali di guerra”. Come squalificarlo dopo averlo osannato? Rinfacciargli che uno dei giudici non è di “razza” europea? A metà settembre la misura è colma! Il 16 settembre 2025 la Commissione internazionale indipendente (di nomina ONU) osa formalizzare l’accusa di “genocidio a Gaza” attuato da Israele. Che fare? Squalificare sul piano razziale anche la Commissione, che comprende persino un sudafricano e un indiano.
Ci pensa il tedesco Merz, suprematista nostalgico.
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