Dominatori o soggiogati!?
Si susseguono i bombardamenti nel Medio Oriente con una frequenza
che non esiterei a definire paurosa e per nulla rassicurante che poi la
distruzione di attrezzature militari in paesi limitrofi avranno una loro
conseguenza benefica con il passare del tempo. Sentimento questo
condiviso ed espresso da tante popolazioni civili in loco ed altrove.
Potrei sbagliarmi, ma si sta instaurando una tendenza, anche se non
apertamente ammessa, che la pace si acquista e si instaura con l’uso
della forza. Le armi, soprattutto le più sofisticate, servono ad elevare il
livello dell’ambita tranquillità desiderata dalle popolazioni governate da
“elite” che sostengono che la loro incolumità non può far a meno di
arsenali di armi e di truppe addestrate all’uso delle stesse. Sempre e
solo per sostenere la propria incolumità, si continua a ripetere.
Si instaura un modo di vivere e di concepire la propria esistenza
all’interno di una inquadratura dove le spese per le armi ed eventuali
investimenti acquistano sempre più spazio e legittimità, a dispetto di
concordati sottoscritti e firmati, in tempi recenti, da numerosi governi
per sostenere la convivenza pacifica fra tutte le comunità nazionali.
Colossi imprenditoriali nel mercato delle armi (si parla di miliardi e
miliardi, non di pochi centesimi!), si leccano i baffi! “La spesa militare (in
Italia) sale del 38,5% nel 2025, ma non si sa perché” è il titolo di un
articolo apparso e discusso sulla stampa italiana. Oltre agli interessi
finanziari e alle intese trasversali fra imprenditori di diverse nazioni, non
si possono dormire sonni tranquilli sulle aspirazioni di tale mondo. Il
voler imporre il proprio controllo e dominio non produce se non altre
forme di asservimento.
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