Invito alla profezia.
Il mondo di oggi è segnato dal grave peggioramento delle disuguaglianze sociali, dalla proliferazione di guerre internazionalizzate e dal trattamento disumano di migranti e rifugiati. In questo contesto, è terribile constatare che, in tutto il mondo, non pochi gruppi cristiani e settori della gerarchia cattolica, ma anche evangelica, ortodossa e pentecostale, assumono posizioni conservatrici che sostengono e legittimano politiche basate sull’odio e sulla xenofobia, contro le cause dei popoli impoveriti.
Allo stesso tempo, nelle parrocchie e nelle comunità locali, si promuove sempre più un tipo di devozione superficiale di natura spiritualista, che sembra innocente, ma che, in realtà, nasconde un ritualismo soltanto religioso che cerca di soffocare la profezia della fede e legittima una società ingiusta e disumana. Di fronte a questa realtà, diventa ogni giorno più urgente riprendere la profezia che Dio, se esiste, può essere solo Amore e Inclusione. E che qualsiasi gruppo o Chiesa, se appartiene a Dio, non può che essere una comunità solidale con l’umanità e attenta alla cura delle persone e della madre terra, ferita e minacciata dall’ambizione umana.
Quest’anno in Brasile, ricorrono i 60 anni da quando l’èlite imprenditoriale e i vertici militari, sostenuti e finanziati dal governo statunitense, hanno preso il potere con un colpo di Stato che ha instaurato una feroce dittatura, la quale ha scandalosamente aumentato le disuguaglianze sociali e a seminato morte e repressione sociale per vent’anni. Sulla base di questa esperienza, il governo statunitense finanziò colpi di Stato simili in Cile, Argentina e altri Paesi dell’America Latina.
Purtroppo, con la rara eccezione di alcuni pastori profetici, come Helder Camara, Oscar Romero e altri, la maggioranza del clero cattolico e dei ministri evangelici ha appoggiato questi governi dittatoriali, semplicemente perché combattevano il comunismo e favorivano gli interessi religiosi ed economici delle gerarchie ecclesiastiche.
Quando nel novembre del 1965, durante l’ultima sessione del Concilio Vaticano II, a Roma, un gruppo di 40 vescovi cattolici si riunì nelle Catacombe di Domitilla, luogo simbolico di incontro delle comunità cristiane dei primi secoli, e lì firmò quello che divenne noto come il “Patto delle Catacombe”. Affermarono così il loro impegno a semplificare il loro stile di vita e all’impoverimento personale per vivere in maggior comunione con i settori più poveri del mondo.
In America latina, nel 1968, durante la Seconda Conferenza Generale dell’Episcopato Latinoamericano, i vescovi cattolici affermarono l’importanza che “in America Latina, appaia sempre più chiaramente il volto di una Chiesa povera, missionaria e pasquale, distaccata dal potere temporale e coraggiosamente impegnata nella liberazione di ogni essere umano e di tutta l’umanità” (Medellin. 5,15).
Nel 2019, a Roma, durante il Sinodo per l’Amazzonia, vescovi, sacerdoti, missionari cattolici, insieme a qualche pastore evangelico e ai rappresentanti dei popoli nativi, hanno rinnovato l’Alleanza, assumendo lo stesso impegno di comunione con i poveri e “per una Chiesa dal volto amazzonico, povera e serva, profetica e samaritana”.
Attualmente la società internazionale sta assistendo alla presa di potere della destra politica in molti Paesi di tutti i continenti. Le disuguaglianze economiche e sociali si moltiplicano e la violenza contro i migranti e nomadi diventa sempre più fredda e crudele. Nel mezzo di diverse guerre internazionali. Assistiamo impotenti al genocidio del governo israeliano contro il popolo palestinese, soprattutto con la morte di molte donne e bambini.
In questo contesto così difficile, diventa sempre più urgente per noi vivere una fede cristiana che viene da Gesù, come profezia di un mondo più giusto e più umano. La dimensione profetica della fede è l’asse fondamentale e strutturante di tutta la vita e l’azione di Gesù e deve essere anche il centro fondamentale della nostra vita e missione. Per riaffermarlo, i cristiani di varie Chiese devono mobilitarsi e anche invitare le persone di altre religioni a rinnovare insieme e, in qualche modo, intensificare l’impegno delle Chiese e delle religioni per la liberazione di tutta l’umanità e della Madre terra. è necessario esprimerlo in modo da riaffermare la fede nella Vita e nella possibilità di un mondo nuovo come progetto socio-politico e come realizzazione del progetto dell’Amore Divino.
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