Charles Baudelaire poesiePoesie

L’orgoglio punito

Disegno di Adriano Cantaluppi

Nei tempi favolosi che la Teologia

con più forza e più impegno fioriva 

dicono che un grandissimo dottore

– dopo aver smosso i cuori indifferenti raggiungendoli in tenebre profonde

e aver aperto alle celesti glorie

strani sentieri, a lui stesso ignoti,

che solo i puri Spiriti forse avevano percorso –

come uno che, salito troppo in alto, ha paura,

in un raptus di satanico orgoglio un giorno grida:

“Gesù, mio piccolo Gesù, t’ho portato ben alto!

ma se avessi deciso d’attaccarti

dove non hai difesa, ora, feto ridicolo,

tanta vergogna avresti quanto gloria!”

Senza indugio svanì la sua ragione. 

Un simile astro a lutto, s’oscurò;

tutto il caos rotolò nella sua testa,

già tempio vivo d’un ordine opulento

e teatro di così accesa pompa.

Il silenzio e la notte s’installarono in lui

come in una cantina abbandonata.

Fu, da quel giorno, simile a una bestia randagia;

e quando, senza nulla vedere, andava errando

nei campi, ignaro dell’estate e dell’inverno,

brutto, inutile e sporco come un oggetto usato,

era ai fanciulli di trastullo e riso.

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