SOSTITUZIONI ETNICHE PROVVIDENZIALI?

Con maggior frequenza che in passato, almeno così mi sembra, si allude alla presenza degli immigrati in Italia, come ad una eventuale sostituzione o rimpiazzamento per il fenomeno evidente di rallentamento e/o decrescita demografica in Italia. Sia al Nord che al Sud.
Con questa affermazione si mette in evidenza come la storia demografica dell’ Italia, dopo aver conosciuto flussi di numerosi espatri, si sia invertita, riprendendo cadenze antiche; e cioè di tempi quando la penisola veniva popolata da popoli nordici, alla ricerca di una sistemazione migliore, anche per quanto riguarda il clima, lontani dalle nordiche stagioni che a quel tempo erano probabilmente meno salubri delle attuali.
Le recenti, ma non nuove, “reazioni” della classe politica italiana (sbarchi a Catania), concertate da partiti che sbandierano il principio “l’Italia agli Italiani” dimenticano che nelle vene degli Italiani di oggi scorre sangue misto: di razze diverse che si sono incontrate e, pur sperimentando a volte tensioni e conflitti, si sono alla fine accomodate nel salotto “Italia”, bisticciando, ma anche sorridendo. E costruendo, a loro insaputa, una maniera di gestire sentimenti e progetti diversi, riflessi, attraverso la loro creatività, anche in opere artistiche di notevole valore. Espresse nelle tante reliquie storiche che da tempo incentivano flussi turistici, dei milioni di persone che, anche se nate altrove, coltivano il desiderio di gustare il “genio italico”.
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