Nostro Signore, indigesto a tutti quanti!

Prendiamo il cristianesimo reale, storico, tradotto in chiave religiosa. Gli scribi e i farisei, travestito l’Altissimo con gli abiti di Gesù, hanno continuato beatamente a servire loro stessi proclamando di servire l’Altissimo. Basiliche e cattedrali col soffitto altissimo, per contenere appunto, l’Altissimo; l’Altissimo in forma del Santissimo sull’altare; il sacerdote col volto rivolto a Lui e le spalle verso il popolo; i fedeli-credenti oscillanti fra la paura dell’inferno e la speranza del paradiso, pagata la tangente per abbreviare la permanenza in purgatorio, a pregare instancabilmente contro la malasorte, nella speranza che il Maligno non si travesta da politico e non faccia piovere loro addosso qualche orripilante tassa, eco dei tormenti che la Santa Inquisizione imponeva agli eretici, perché confessassero quello che lei voleva sentir dire. Giovanni XXIII e Paolo VI, col Concilio, a tentare di far uscire il cristianesimo dal ritardo di due secoli denunciato dal cardinal Martini?
Ci ha pensato Wojtyla, il Santo subito, a cancellare il tentativo!
Papa Francesco, che viene dal cono sud del Pianeta, e prova a leggere il Vangelo con gli occhi dei poveri? Mette insieme i tre reati di eresia; sindacalismo e comunismo; ed appena avrà svolto la sua funzione di ridare credibilità alla Chiesa, verrà insabbiato e ricondotto nella linea più che collaudata del Concilio di Trento. I fedeli faranno causa allo Spirito Santo perché, ogni tanto, si sbaglia e saltano fuori dei Francesco! Prendiamo questo cristianesimo? “Lasciate che i morti seppelliscano i loro morti” dice Gesù in qualche angolo dei Vangeli.
Ma, a questo punto, sorge un grossissimo problema: questi morti, che seppelliscono i loro morti, non sono innocui: vivendo le virtù religiose dell’umiltà, ubbidienza e rassegnazione, essi costituiscono, nella dimensione del “temporale” una forza politica che vomita i Beniti, i Berlusca, i Salvini ed i Meloni. Se ai fedeli-credenti venisse mai in mente che il Signore non è morto dal freddo, ma per aver litigato per tre anni con gli scribi e ai farisei, cioè con la religione; e se ai laici venisse mai in mente che la religione è radice di quel conservatorismo che ha sempre favorito i ricchi ed i potenti di ogni tempo; e che Nostro Signore è paradigma di quella laicità solidale che ci vuole liberare dall’alienazione religiosa ed introdurre nel progetto della fratellanza universale, cioè ad una società senza servi e senza padroni, che vive la logica della famiglia, con gli ultimi ai primi posti, le cose, il destino del nostro Pianeta; potrebbero sperare di cambiare ed evolvere verso l’incarnazione della giustizia, dell’egualitarismo e della pace!
Il fatto è che purtroppo Nostro Signore è indigesto non solo ai credenti, ma anche ai laici; e dava fastidio anche alla Sinistra, quando esisteva ancora e non aveva venduto l’anima agli imprenditori ed al “privato che funziona”! E’ ora di adorare Dio non nel tempio, nella religione, ma in Spirito e Verità. Lo Spirito è il Verbo; il Verbo è Condividere; è “spezzare il pane”, è condividere con tutti il necessario alla vita. Questo non lo dice un eretico materialista ateo come il sottoscritto, ma è scritto nei Vangeli. Questo messaggio mette in crisi tutti, una parte dei quali continua a cercare di tenersi buono l’Altissimo, e l’altra parte trova più comodo lasciare che i morti seppelliscano i loro morti, invece di mettersi alla sequela del laico-compagno Gesù di Nazareth e tentare di convertire la prima parte, i morti, ad uscire dalla tomba della religione.

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