Fiabe

Pollicino

C’era una volta un principe che non era più alto di un pollice: per questo tutti lo chiamavano pollicino.

Una volta cresciuto ( di età, non di statura) la regina sua madre pensò che ormai doveva cercargli una moglie. Mi sembra tempo che tu ti faccia una famiglia, gli disse e lui rispose che l’idea non gli dispiaceva. Così partirono con una carrozza tirata da tre bei cavalli, per andare alla corte di un re che aveva una figlia grande e grossa in età da marito. Durante il viaggio, Pollicino sparì. La madre lo cercò in lungo e in largo, chiamandolo ad alta voce. Ma di suo figlio non c’era più traccia. – Cuccù! – fece lui, ad un tratto, saltando fuori dalla criniera del suo primo cavallo, e poi buono buono si sistemò sulle ginocchia della regina. Dopo qualche chilometro, però, scomparve di nuovo. Cerca cerca, la madre non sapeva più dove guardare. Niente da fare, non c’era più. – Cuccù – fece lui. Si poteva sentirlo ma non vederlo. – Cuccù, cuccù! – E Pollicino saltò fuori dall’orecchio del secondo cavallo. Sua madre lo rimproverò tanto che lui promise di non fare più scherzi di quel genere. Ma evidentemente era più forte di lui, perché di li a poco si nascose un’altra volta, e la regina non riuscì a scoprire il suo nascondiglio. – Cuccù, sono qui! – continuava a dire Pollicino, spassandosela un mondo. La madre non capiva da dove mai venisse quella voce allegra, che sembrava confusa e lontana. Ad un tratto, però, il terzo cavallo fece uno starnuto ed ecco ricomparire Pollicino, che si era nascosto nelle narici dell’animale.

Stanca dei suoi dispetti, la regina lo prese e se lo mise in tasca: era l’unico modo per farlo smettere! Arrivati al castello del re, la principessa e Pollicino fecero conoscenza. – Mi piace davvero! – disse lei. – E’ un così bel ragazzo! Così si fidanzarono e decisero d sposarsi il giorno stesso.

Durante il pranzo nuziale Pollicino, che stava seduto vicino alla sposa, si trovò in difficoltà. Se la moglie non lo avesse aiutato a salire sul tavolo, infatti, non sarebbe riuscito a raggiungere il suo piatto. Poi tutto andò liscio, perché l’omino si sedette su un bicchiere rovesciato e lasciò che la principessa lo imboccasse. Ma quando arrivò in tavola una scodellona di farinata, allora sì furono guai! Perché in mezzo alla pietanza c’era un bel pezzo di burro salato, e a quello Pollicino non sapeva resistere. Così si sedette sull’orlo della scodella e si allungò più che poteva per prendere il burro. Ma ecco che in quel momento la principessa affondò il cucchiaio nella farinata, così vicino al marito che lui perse l’equilibrio, cadde giù e affogò. Sono cose, queste, che succedono quando si è molto piccoli e molto golosi.

(fiaba popolare norvegese)

(47)

Loading