Gianni è
Dopo la primavera di Quadrani, segue la primavera Giovannea. Grazie per averci concesso la pubblicazione delle vostre riflessioni sul senso della vita. In parte il sito è nato anche per questo. Andrea Cantaluppi
Conosco Gianni da una vita. Siamo venuti al mondo nello stesso istante, come per magia. Se dovessi descrivere Gianni a chi non lo conosce, direi subito che è una persona dal grande cuore. Certo è intelligente, coraggioso, tenace, sensibile, audace, intuitivo, generoso, ma anche irascibile, pretestuoso, vanesio, ipocrita, confuso e spesso arrogante, irragionevole e inadeguato. La sua infanzia e poi l’adolescenza non sono stati dei periodi facili e sereni. Ha dovuto subire, suo malgrado, una serie di traumi e vessazioni prima nell’ambito del nucleo familiare e poi dopo, nell’ambiente scolastico e, più in generale, in quello sociale. Una vitaccia. A vent’anni tutto il suo mondo interiore è esploso, (LSD) una deflagrazione davvero devastante che l’ha portato a un passo dal baratro. Scampato il pericolo, come se nulla fosse e con una sete spropositata di rivalsa, si è dato a follie di tutti i generi, un ventennio di avventure finalizzate allo scontro mortale (sto piangendo) con se stesso. Cercava, anzi anelava a una morte sul campo, qualcosa che avesse una parvenza di dignità e che gli concedesse almeno l’onore delle armi. Un supplizio indescrivibile dove non c’era un solo momento di pace. (le lacrime mi bagnano il viso) Tutto questo, paradossalmente, non è stato il lato peggiore. Gianni per tutti questi anni ha convissuto con un profondo senso di colpa, come se fosse lui, e soltanto lui, il vero responsabile della sua condizione di pena perpetua. Inoltre, anche per una malsana educazione religiosa ricevuta fin dalla tenera età, attribuiva erroneamente il senso delle sue azioni a qualcosa o qualcuno di trascendentale, di divino, una sorta di potere universale e soprannaturale, fino a convincersi del tutto che egli stesso fosse un eletto del Signore, una specie di Anticristo guerriero, invincibile e infallibile. Insomma Gianni è stato una persona che ha vissuto alimentando le sue contraddizioni interiori che col tempo si sono consolidate, scavando un solco profondo nel suo animo fino a lacerarlo del tutto o quasi. Devo anche dire che Gianni è un osso duro, un uomo capace di risorgere dalle sue ceneri, di rinnovarsi continuamente. Questo perché Gianni ama la vita con tutto se stesso, in tutti i suoi aspetti, un amore viscerale reso splendente dallo stupore che prova ogni volta che vede un uccello volare o quando si accorge del vento che gli passa accanto. Questo in sintesi è stato Gianni. Oggi, però, Gianni è determinato a cambiare pagina e scrivere qualcosa di diverso per la sua vita e per quella di sua moglie e dei loro figli. Un nuovo racconto fatto di verità, rispetto, tolleranza e pazienza. Un racconto dove Gianni si mostrerà senza la maschera che per tutta la vita ha usato per celare i suoi sentimenti e le sue emozioni.
(59)
![]()




