Ciao Alberto
In una bellissima, assolata e festosa mattinata, presso la scuola dedicata a Giovanni Falcone, in piazzale Hegel, a Roma, Alberto di Marco è andato in pensione.
Sembra incredibile che possa andarsene un “monumento” alla scuola come Alberto, ma questo 5 novembre verrà ricordato da chi non vuole perdere la memoria e il senso delle proprie radici.
Bastava leggere sul viso dei genitori venuti a salutarlo, che ricordavano increduli, quando lui li accolse la prima volta come piccoli alunni e ora venivano ad accompagnare i propri figli.
Ci siamo abbracciati commossi, e per la prima volta l’ho visto piangere dalla felicità e commozione, incredulo, anche lui, che fossero venute a salutarlo le bidelle che lo avevano “sopportato” quando era alunno.
Le urla e le grida degli alunni che hanno osannato questo finto burbero, ma vero protettore, hanno significato che gli vogliono bene davvero, e loro lo hanno omaggiato con decine e decine di temi a lui dedicati nel corso degli anni.
Infatti da chi andava il più vivace che una volta cacciato dall’aula doveva rimanere fuori per punizione? Da Alberto che lo rincuorava offrendogli della cioccolata calda. Memore dei suoi trascorsi non proprio pacifici, di fatto, era più il tempo che ha trascorso in punizione che quello dedicato alle lezioni, scattava in lui una solidarietà spontanea. Giungendo a rimproverare le insegnanti dicendo che i bambini non vanno puniti, che non serve a nulla, ma vanno capiti e ascoltati. L’avvocato difensore si era pronunciato, adesso facessero rientrare il reo in classe con tutta la sua dignità. Alberto è stato custode della scuola ma più che altro degli alunni.
Caro Alberto, come genitore ti ringrazio ancora di come hai trattato i miei figli e loro te ne sono ancora grati.
Mancheranno a tutti le tue bruschettate nel parco della scuola dove, a tue spese, organizzavi momenti festosi per stare tutt’insieme in allegria.
Discorso di saluto di Alberto Di Marco(PDF)
GRAZIE ALBERTO.
Ciao,
Andrea Cantaluppi
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