Giovani Primavere
Impetuose, scalpitanti, curiose, le primavere rompono i freni invernali ed esplodono con tutta la loro forza e gioia.
Incontenibili, emozionate, solidali, frastornate, hanno colto l’essenza di un dramma che l’umanità vive da sempre.
Così si sono presentate tre classi della scuola media “BalabanofF”, a Roma, in un incontro, dove si è approfondito il tema dell’emigrazione.
Con le loro insegnanti hanno fatto un percorso che certamente non è stato facile, e per confermare le paure e le emozioni, è bastato rievocare il drammatico sbarco di Lampedusa.
Questa volta ho toccato con mano il senso dell’insegnamento, che si può portare avanti anche in presenza di una istituzione farraginosa e traballante così come è stata ridotta la scuola italiana.
Aiutare i ragazzi a demolire i luoghi comuni e i pregiudizi che ci sono su questo tema, ci convince ad avere più fiducia nel nostro domani, se questa sarà la nuova classe dirigente. Giovani che non hanno paura di rimettere in gioco se stessi e le incrostazioni che sentono su ogni argomento e che sono capaci di rielaborare in senso innovativo, ciò che hanno trovato in eredità da chi li ha preceduti.
Se poi aggiungiamo che su un tema così doloroso sono stati capaci di scriverci sopra delle poesie, allora sì che bisogna congratularsi con tutti e ringraziare la primavera che ci risveglia con i suoi colori, profumi e irrequietezze.
Grazie del regalo che ci fate.
Andrea Cantaluppi
Poesie scritte dalle ragazze della II C, scuola media Balabanoff, Roma
Migrante
Un migrante è come un uccello
che è libero, che è bello,
che vola, che si sposta,
che cambia senza sosta.
Non per piacere ma per bisogno,
per inseguire un sogno,
migrando in un nuovo posto
qualunque sia il suo costo.
Ma è giusto pagare per vivere dignitosamente
quando nel proprio paese muore della gente?
Bisogna pensare prima di parlare
perché il migrante ha coraggio per lasciare…
Lasciare le proprie cose, i parenti, gli amici.
Non vedere più i loro visi.
Che nostalgia per quei sorrisi….
Sofia Carrino
Classe II C
I.C. “A. Balabanoff”
Roma
Terra mia
Il loro cuore è triste, pieno di malinconia.
Pensano “non vedrò più la terra mia”.
Il viaggio è lungo, ma grande è la speranza.
Cercano lavoro, serenità e dignità,
ma non sanno chi li accoglierà.
A volte verranno maltrattati
forse derisi e allontanati.
A volte sostenuti e amati,
lontani dalla povertà e dalla guerra,
ma nel cuore avranno sempre la loro terra.
Sabrina Cenciarelli
Classe II C
I.C. “A. Balabanoff”
Roma
Il volo
Forse son pronto per andare,
ma di certo vorrò tornare,
Ho tanta paura di morire,
lontano da chi con me non può venire.
Ondeggia forte e rumoroso il mare,
così mi lascio dondolare.
Guardo il cielo e vedo là
uccelli in volo, in libertà.
E col pensiero mi unisco a loro,
cittadino in un nuovo mondo,
come fosse un girotondo.
Serena Giardullo
Classe II C
I.C. “Angelica Balabanoff”
Roma
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