Andrea Cantaluppi articoliArticoliErri De Luca poesie

Solo Bambini soli

es Version en Español(PDF)

 

  English version(PDF)

 

Ogni natività dovrebbe essere una gioia. La vita si riaffaccia prepotente e festosa e ci regala un futuro. Tutti si rallegrano e si preparano a festeggiare i genitori e il nuovo arrivato. Per un momento si dimenticano i dolori, i problemi e si trova il coraggio di andare avanti.

Poi, finito di bere quel sorso di vino che scalda e conforta, si torna a guardarsi intorno e la realtà ci schiaffeggia sonoramente.

In questo periodo un “Bambino” ci torna in mente, quello che fu mandato, si dice, da suo Padre a riscattarci e a invitarci con il suo esempio a non ripetere più gli stessi errori.

La società mondiale come ha tradotto in pratica quel sacrificio dell’unico figlio di Colui il quale ha creato il mondo?

Gli uomini e le donne, dopo millenni, in che modo si sono adeguati coerentemente per accogliere e mettere in pratica quello storico insegnamento?

Possiamo metterci davanti al nostro specchio che non mente mai ed esaminarci serenamente?

Facciamo insieme una breve e parziale carrellata in giro per il mondo, con una particolare attenzione ai bambini, e domandiamoci perché esistono ingiustizie e a chi giovano.

Il Vescovo di Puno, (Perù), afferma che:” oggi noi cristiani riusciamo a mascherare la nascita di Gesù, dimenticando la realtà e il contesto in cui è nato, perché non vogliamo che questo Gesù metta a disagio la nostra vita”. Mons. Jorge Pedro Carriòn Pavlich, aggiunge:” Allo stesso modo, attualmente non si vuole vedere che si tratta di Dio che si è fatto uomo per noi. Seguiamo gli annunci pubblicitari- panettoni, razzi, cioccolatini, regali, alcol per festeggiare il Natale, ma il Bambino Gesù non c’è. Subiamo una pressione sociale ed economica così forte che ci dimentichiamo di ammirare il Bambino Gesù”. Nella sua diocesi sono stati contati oltre 200.000 bambini sfruttati e costretti a lavorare nelle miniere, nelle costruzioni, nei trasporti, in agricoltura.

LO SFRUTTAMENTO LAVORATIVO DELL’IGNORANZA. I BAMBINI E L’ISTRUZIONE.

Secondo l’ONU sono circa 29 milioni i bambini che vivono in paesi colpiti dai conflitti che non hanno la possibilità di andare a scuola. Oltre la metà dei 57 milioni di bambini in età scolare sono privi di accesso all’istruzione e vivono in paesi dove ci sono in corso guerra e distruzione. Siria, Repubblica Centroafricana, Mali e Repubblica Democratica del Congo hanno aggravato questo problema nell’ultimo periodo. Solo per la Siria si contano oltre un milione di bambini rifugiati.

In tutto il mondo sono circa 215 milioni i bambini che lavorano, molti a tempo pieno senza avere possibilità di andare a scuola e di giocare. Sono i dati dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro.

Il caso dei bambini indigeni del Messico che non vogliono parlare le lingue indigene per timore di discriminazioni è l’altra faccia della stessa medaglia.

Secondo una ricerca della Facoltà di Antropologia dell’Università di Veracruz, questo fenomeno riflette la mancata integrazione delle popolazioni indigene durante il processo di formazione, sviluppo e crescita del Messico.

Dei 600 milioni di bambine adolescenti che vivono nei paesi in via di sviluppo, milioni vivono in condizioni di povertà, vittime di discriminazione di genere e disuguaglianza, e subiscono diverse forme di violenza, di abuso e sfruttamento. Tutte queste bambine sono molto vulnerabili e la maggior parte lascia la scuola, limitando così di trovare un lavoro, oltre che la loro autonomia, e diventano sempre più dipendenti degli altri, spesso i loro stessi aguzzini.

LO SFRUTTAMENTO SESSUALE.

In Brasile le bambine di etnia tariana, uanana, tucano e barè hanno trovato il coraggio di denunciare i loro violentatori, aiutate da una suora salesiana che dal 1984 lavora in Amazzonia al fianco delle popolazioni indigene. Lei rischia la vita tutti i giorni per difendere queste bambine. In Amazzonia una bambina di 10-12 anni vale pochi euro, a volte un pacchetto di caramelle o una maglietta. La polizia archivia le denunce delle madri che di solito riguardano uomini bianchi e potenti. Le bambine ricevono minacce e spesso sono costrette a fuggire lontano.

I BAMBINI COME PEZZI DI RICAMBIO.

In Gran Bretagna la polizia indaga su una banda criminale di trafficanti di bambini stranieri. Tutto è venuto allo scoperto quando recentemente è esploso il caso di una bambina somala rapita nel suo paese e portata in Gran Bretagna per estirparne gli organi e venderli al mercato nero. I trafficanti approfittano della richiesta di organi e della vulnerabilità dei bambini. Secondo l’ong End Child Prostitution Pornography And Trafficking, che difende i diritti dei bambini dalla prostituzione, dal turismo sessuale, e da tutte le altre forme di sfruttamento sessuale dei minori, il numero delle vittime della tratta delle persone in Gran Bretagna è aumentato significativamente di oltre il 50% rispetto all’anno scorso. La Polizia ha dichiarato che 371 bambini sono stati sfruttati come schiavi sessuali. La maggior parte provenienti da Vietnam, Nigeria, Cina, Romania e Bangladesh. Nella cifra sono comprese 20 piccole inglesi. Se vengono presi, i trafficanti rischiano un massimo di 14 anni!

I BAMBINI COME CARNE DA CANNONE.

Se possono, fuggono con ogni mezzo dalle zone di guerra dove vengono impiegati come soldati-bambini. Molti sono stati accolti sulle nostre coste sfiniti dalla fame e dalla sete ma che avrebbero bisogno di un recupreo psichico per le violenze subite.

Sono 40.244 i migranti arrivati in Italia via mare tra il 1° Gennaio e il Novembre 2013, di cui 5.273 sono donne e 7.928 minori, 1 su 5.

Lampedusa è stato il punto di approdo per 14.088 migranti. La provincia di Siracusa ha accolto 3.599 bambini. Dieci volte superiore allo stesso periodo dello scorso anno il numero di bambini accompagnati, anche piccolissimi, arrivati via mare con almeno un genitore. Sono in gran parte siriani in fuga dopo aver perso la casa e il lavoro, spesso anche la vita di familiari e amici. Ma il dato più drammatico, che va sottolineato è che il numero dei minori non accompagnati passa da 1.841 a 4.954. Hanno tra i 13 e 17 anni, sono in maggioranza maschi e originari di Egitto, Somalia, Eritrea, mentre il gruppo più numeroso è siriano, tutti hanno affrontato il viaggio o la fuga da soli.

In Messico ogni 36 ore un bambino viene assassinato con le peggiori forme di violenza.

Nel primo trimestre del 2013 sono già stati registrati 767 omicidi di minori tra 0 e 17anni. Questi omicidi vengono tutti collegati nella lotta tra il governo e il crimine organizzato che li utilizza per vari scopi.

Il dato anagrafico più vulnerabile sta tra i 15 e i 17 anni. 7 minori su 10 vengono uccisi con armi da fuoco e l’80% degli omicidi rimangono impuniti. Le bande criminali sfruttano 15/20 mila adolescenti.

Così come abbiamo scritto sulla lapide del porto di Manfredonia:”Dita liquide strozzarono il vostro sogno, mani aperte raccoglieranno il vostro futuro”, così voglio proporvi una poesia di Erri de Luca.

NAUFRAGHI

Nei canali di Otranto e Sicilia

Migratori senz’ali, contadini di Africa e di Oriente

Affogano nel cavo delle onde.

Un viaggio su dieci s’impiglia sul fondo,

il pacco dei semi si sparge nel solco

scavato dall’ancora e non dall’aratro.

La terraferma Italia è terrachiusa.

Li lasciano annegare per negare.

Non volevo rattristarvi e rovinarvi le feste comandate, ma sollecitarvi a qualche riflessione.

In questa situazione chi è l’affogato? Forse la nostra coscienza? Allora per quest’anno non scriviamo la solita insulsa “letterina” al Bambino Gesù, ma scriviamola piena dei soliti buoni propositi a noi stessi, chissà che in qualcuno non provochi il giusto effetto.

Gesù bambino è stato più fortunato dei milioni di bambini che soffrono violenze indicibili. Lui almeno, anche se profugo, aveva il padre e la madre con se a proteggerlo dai mali del mondo. Dopo millenni stiamo ancora a chiederci quanti sono i bambini d’oggi che invidiano la sua umile stalla!

Andrea Cantaluppi.

(181)

Loading