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Ipocrisie istituzionali e saldi di fine stagione

IPOCRISIE ISTITUZIONALI E SALDI DI FINE STAGIONE

 

Mentre leggevo il comunicato della Fondazione di Rigoberta Menchu’, premio Nobel per la Pace, che denuncia l’ennesimo attacco criminale istituzionalizzato in Guatemala verso una persona che difendeva gli indifendibili indios, il papa dimissionario riceveva in Vaticano il presidente di quel Paese.

In queste occasioni il papa è il capo sia della cattolicità che di un regno sovrano, e in quanto tale sceglie lui chi incontrare.

Ufficialmente, in vista delle sue dimissioni, la segreteria vaticana ha dichiarato che molte richieste d’invito internazionali sono state cancellate.

Otto Perez Molina è stato ricevuto, non sapendo in base a quali criteri e preferenze diplomatiche o di strategia internazionale, ci siamo fatte alcune domande.

La prima delle tante che rimarranno inesaudite ci è venuta dopo che il Dimissionario, all’Angelus ha proclamato che è importante:” non strumentalizzare Dio per il potere”.

Siamo totalmente d’accordo!

La seconda domanda è: bisogna essere coerenti con i princìpi che si proclamano quindi, come si fa a ricevere l’ex capo di stato maggiore che ai tempi della guerra civile fece uccidere monsignor Gerardi che per protesta contro il genocidio perpretato dalla giunta militare contro gli indios portò la chiesa guatemalteca in esilio nel Chiapas in Messico?

Rigoberta Menchù per aver lottato contro quei genocidi ha avuto tutta la famiglia sterminata e vinto il Nobel per la Pace. Il Dimissionario all’epoca era prefetto della Fede e suggerì al precedente “santo subito” di non sostenere l’atteggiamento della chiesa locale. Quando poi Monsignor Gerardi, alla fine della guerra rientrò, chiese che a livello internazionale venisse costituita una commissione per l’accertamento dei fatti, i militari lo uccisero e il pontefice di allora disse che era un suo figlio.

Ma sui “figli” sud americani ci sarebbe da riflettere da parte vaticana. Molti sono stati uccisi per difendere i poveri e accreditare così la chiesa non più come benedicente le croci e le armi dei conquistatori ma come assemblea di popolo. Alti esempi di coraggio personale e di santità come il Cardinal Romero ucciso sull’altare al momento dell’elevazione dell’Ostia, hanno dimostrato coerenza con il Messaggio trasmesso e sono ancora ignorati per le loro cause di beatificazioni dopo decenni.

Ma queste sono questioni clericali, per noi laici le domande devono interessare altri aspetti.

L’attuale presidente guatemalteco ha bisogno di ripulirsi la facciata e quale miglior occasione per rivendicare in patria di essere stato ricevuto in vaticano? Chi nella chiesa locale potrà permettersi ancora di avanzare dubbi?

Quale miglior viatico per archiviare quella molesta diceria su Mons. Gerardi?

Allora, “non strumentalizzare Dio per il potere” significa anche non ricevere in quella chiesa un torturatore di genti e un killer di prelati, altrimenti è il potere vaticano che aiuta gli altri a strumentalizzare Dio.

I preti sud americani sono avvertiti. I nunzi apostolici continueranno a controllare strettamente l’osservanza non al vangelo, ma alla linea politica dei regnanti romani.

Starà, come al solito, essere coerenti con il Messaggio a tutti coloro che, preti, suore e volontari hanno scelto di stare al fianco di coloro che lottano contro le ingiustizie terrene. Stare attenti a non farsi strumentalizzare essi stessi dai politici locali in cerca di “benedizioni” terrene.

Glorie e onori terreni a tutti i medagliati per aver difeso la “Dio, l’ordine, la famiglia, la proprietà privata” contro i miscredenti ma, per chi crede veramente, si sa che la lotta è lunga e dura e che il Giudizio che conta sarà un’altro.

Oggi in varie parti del sud america ci sono voci che chiedono non l’interpretazione vera del Concilio II ma che sia ora di convocare il terzo.

In Italia, dopo 50 anni di DC, che ha sempre rappresentato, nel bene e nel male, i valori cattolici non essendoci sempre riuscita, e di scomunica ai comunisti ma non ai mafiosi, la struttura e la linea politica del potere temporale della curia è sempre la stessa, (vedasi la vicenda dello IOR, la banca vaticana). Si “mangia” i concilii e annulla ogni sforzo di rinnovamento e di credibilità.

Pensiamo che quel monito lanciato contro chi strumentalizza Dio per il proprio potere non sia stato solamente, come in ogni Angelus, Urbi et Orbi, ma che questa volta sia stato più che altro rivolto nella propria Urbi.

Curia e sempre curia sia.

 

Andrea Cantaluppi

 

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