Memorie di una ebrea laica
Ho il piacere di conoscere Lotte Dann Treves da molto
tempo e devo dire che ogni qual volta mi accoglie nella sua casa a parlare di politica, di religione, di letteratura, ne esco fuori sempre un po’ più ricco di conoscenza e con molti pregiudizi e luoghi comuni in meno.
Lotte è una piccola donna di quasi 100 anni, è nata il 23(22) dicembre 1912 ad Augsburg, ultima di cinque figlie.
Vanta una storia personale che è già stata raccontata ma che, a mio parere, dovrebbe essere ripresa e ri-narrata arricchendola di particolari e aneddoti che lei mi racconta volentieri nei nostri incontri.
Bastino questi brevissimi e sommari acceni alla sua vita:
viene a Torino a studiare medicina e si laurea una settimana prima che Mussolini promulgasse le leggi razziali impedendole di poter esercitare la professione.
Un suo professore la chiama in un laboratorio privato dove fanno ricerche scientifiche e si ritrova a collaborare niente meno che con due futuri premi nobel-Renato Dulbecco e Rita Levi Montalcini!
Poco dopo la obbligano a lasciare l’Italia e va a Londra. Qui collabora gratuitamente con l’università e casualmente incontra l’uomo della sua vita-Paolo Treves, figlio del co-fondatore del Partito Socialista Italiano, che si era dovuto rifuggiare all’estero per la sua attività antifascista.
Paolo è la voce ufficiale, in italiano, di “radio Londra”.
Si sposano laicamente e al termine della guerra nel sud- Italia, con i combattimenti ancora al nord, fanno il “viaggio di nozze” su un piroscafo che impiega circa tre mesi per arrivare a Napoli da Londra.
Bisognava evitare mine, u-boat, motosiluranti e altri accidenti e quindi il viaggio si è un poco prolungato.
Si inventano la vita da capo, e mentre Paolo viene eletto deputato e nominato incaricato culturale all’ambasciata italiana a Parigi, Lotte fa traduzioni e si arrangia come può.
Paolo muore giovanissimo e per un lasso di tempo molto breve riesce a giocare con suo figlio Claudio.
Lotte e Claudio vanno avanti e tutto il resto è vita.
Ma è quello che si portano dentro che li rende interessanti e compagni ed amici unici.
Non so come ringraziare Lotte che alla sua veneranda età ancora mi sopporta con tutte le mie infinite e scorrette domande.
Certamente l’aiuta la sua innata ironia che la difende e la sostiene anche nei confronti dei miei assalti.
Le ho appena chiesto di scrivermi un pezzo sulla delicata questione israelo-palestinese e lei dopo neanche un giorno me lo manda!
Grazie Lotte, ci vedremo al tuo prossimo importantissimo compleanno.
Andrea Cantaluppi
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