Fraternità nell’era dell’IA
Pubblichiamo un appello redatto da una commissione di scienziati e consegnato a papa Leone XIV.
Sono riflessioni su un argomento come l’Intelligenza Artificiale che condizionerà il futuro dell’Umanità.
Fraternità nell’era dell’IA
Il nostro appello globale per una coesistenza umana
pacifica e una responsabilità condivisa.
Roma, 12 settembre 2025
A Sua Santità Papa Leone XIV
A tutti i leader globali
A tutte le persone di buona volontà
Animati dal profondo desiderio di un futuro in cui siano
gli esseri umani a guidare la società e le sue scelte, noi,
un gruppo di lavoro indipendente composto da esperti,
leader del settore tecnologico, intellettuali e studiosi
provenienti da diverse nazioni, culture e fedi, lanciamo
questo appello affinché l’intelligenza artificiale sia
sviluppata responsabilmente, da e per le persone.
Le scelte che facciamo oggi nell’ambito dell’intelligenza
artificiale incideranno radicalmente sul mondo che
lasceremo alle future generazioni. L’IA sta già causando
danni significativi: accentua le disuguaglianze,
concentra il potere nelle mani di pochi attori e produce
effetti nocivi sull’ambiente. Somme ingenti e sempre più
cospicue sono destinate allo sviluppo di tecnologie
agentiche con il potenziale per superare le capacità
cognitive umane: ciò che molti esponenti della ricerca
nell’ambito dell’IA definiscono “superintelligenza”.
Queste sfide richiedono una leader-ship morale e
interventi concreti e tempestivi.
L’intelligenza artificiale offre opportunità significative
per accelerare la ricerca scientifica, favorire una più
profonda comprensione tra gli esseri umani,
rivoluzionare l’assistenza sanitaria, migliorare i modelli
di governo e, più in generale, contribuire alla
costruzione di una prosperità sostenibile e inclusiva.
Tuttavia, l’intelligenza artificiale comporta anche rischi
significativi, come evidenziato nell’International
Scientific Report on AI Safety: dalla perdita di posti di
lavoro alla riduzione delle libertà individuali, dalle
guerre di potere alla disinformazione e manipolazione,
fino alla sorveglianza di massa, all’impatto ambientale e
alle minacce al benessere umano.
Al fine di cogliere appieno le opportunità legittime e
potenziali, mitigando al contempo costi e rischi, è
fondamentale porre le basi per la prosperità umana,
accompagnata da confini ben definiti, radicati nel
rispetto della dignità, della comunità, dei diritti umani e
ambientali, e fondati sul principio di responsabilità. In
questo spirito di fraternità, speranza e cautela,
rivolgiamo un appello alla vostra leadership affinché
sostenga i seguenti principi e limiti invalicabili, con
l’obbiettivo di favorire il dialogo e la riflessione su come
l’intelligenza artificiale possa servire al meglio l’intera
comunità.
Vita e dignità umane: l’intelligenza artificiale non deve
mai essere sviluppata né impiegata in modi che possano
minacciare, sminuire o negare la vita, la dignità o i
diritti fondamentali della persona. L’intelligenza umana
– la nostra facoltà di giudizio, di ragionamento morale e
l’inclinazione alla verità e alla bellezza – non deve mai
essere svalutata da alcuna forma di elaborazione
artificiale, per quanto sofisticata.
L’IA deve essere utilizzata come uno strumento, non
come un’autorità: l’IA deve rimanere sotto il controllo
umano. Costruire sistemi incontrollabili o delegare
eccessivamente le decisioni è moralmente inaccettabile
e deve essere vietato dalla legge. Pertanto, lo sviluppo
di tecnologie di super intelligenza artificiale non deve
essere autorizzato finché non sarà raggiunto un ampio
consenso scientifico sul fatto che esse possano essere
realizzate in modo sicuro e controllabile, e finché non
sarà raggiunto un chiaro consenso pubblico.
Responsabilità: solo gli esseri umani possiedono lo
status di soggetti morali e giuridici; i sistemi di
intelligenza artificiale sono e devono rimanere oggetti di
diritto, mai soggetti. Le responsabilità e gli obblighi
ricadono su sviluppatori, fornitori, aziende,
implementatori, utenti, istituti e governi. All’IA non
possono essere concessi personalità giuridica o “diritti”.
Decisioni di vita o di morte: ai sistemi di intelligenza
artificiale non deve mai essere consentito di prendere
decisioni di vita o di morte, specialmente nelle
applicazioni militari durante i conflitti armati o in
tempo di pace, nel mantenimento dell’ordine pubblico,
nel controllo delle frontiere, nell’assistenza sanitaria o
nelle decisioni giudiziarie.
Sviluppo sicuro ed etico: gli sviluppatori devono
progettare l’IA mettendo al centro sicurezza,
trasparenza ed etica, non considerandole un elemento
secondario. Gli utilizzatori devono tener presente il
contesto d’uso e i potenziali danni e sono soggetti agli
stessi principi etici e di sicurezza degli sviluppatori.
Prima della distribuzione e durante l’intero ciclo di vita
devono essere richiesti test indipendenti e un’adeguata
valutazione del rischio.
Custodia e responsabilità: i governi, le imprese e
chiunque altro non dovrebbero trasformare l’IA in uno
strumento di dominio, di guerra di aggressione illegale,
coercizione, manipolazione, social scoring o
sorveglianza di massa ingiustificata.
Progettazione responsabile: l’IA dovrebbe essere
progettata e valutata in modo indipedente per evitare
effetti imprevisti e catastrofici sugli esseri umani e sulla
società, ad esempio attraverso una progettazione che
possa generare inganno, illusione, dipendenza o perdita
di autonomia.
Nessun monopolio dell’IA: i benefici dell’IA (economici,
medici, scientifici, sociali) non devono essere
monopolizzati.
Nessun svilimento umano: la progettazione e
l’implementazione dell’IA dovrebbero promuovere le
ambizioni degli esseri umani nelle loro attività elettive,
non rendere l’umanità ridondante, estromessa,
svalutata o sostituibile.
Responsabilità ecologica: il nostro uso dell’IA non deve
mettere in pericolo il pianeta e gli ecosistemi. Il grande
fabbisogno di energia, acqua e terre rare dell’IA deve
essere gestito in modo responsabile e sostenibile lngo
tutto la catena di approvvigionamento.
Nessuna concorrenza globale irresponsabile: dobbiamo
evitare una corsa irresponsabile tra aziende e Paesi
verso un’IA sempre più potente.
Rispettare questi principi non sarà facile. Richiede
coraggio morale, una responsabilizzazione efficace, una
leaderschip lungimirante in tutti i settori della società,
un trattato internazionale vincolante che stabilisca limiti
invalicabili e una istituzione di controllo indipendente
con poteri coercitivi e sanzionatori. Pertanto, chiediamo
una leaderschip morale per l’era dell’IA. Poiché i
pericoli presentati dall’IA sono spesso indiretti,
chiediamo agli scienziati, alla società civile, ai gruppi
per i diritti e ad altre parti interessate di compiere uno
sforzo maggiore per esporre i limiti e i pericoli dell’IA
rendendo maggiormente consapevole l’opinione
pubblica. Invitiamo scienziati, leader del settore
tecnologico e responsabili politici ad ascoltare le voci, le
esperienze e la ricerca di chi lavora sui dati, delle
comunità e dei popoli che subiscono i costi (materiali)
dell’IA. Li invitiamo a concentrare il loro operato sulla
protezione e gli interessi dei più vulnerabili. Perché la
legittimità delle norme morali e legali in una società
dipende da come tratta le persone più vulnerabili.
Facciamo inoltre appello agli scienziati, alla società
civile e a esperti indipendenti affinché sviluppino e
propongano nuovi obiettivi e metriche per addestrare,
ottimizzare e valutare gli algoritmi di apprendimento in
termini di veridicità, equilibrio e bene dell’umanità,
durante l’intero ciclo di vita, e non solo in termini di
prestazioni e engagement.
Incoraggiamo i legislatori, i leader del settore
tecnologico e le comunità globali a collaborare per
sviluppare linee guida esaurienti per la governance
dell’IA al servizio del bene comune. Ciò include il
diritto degli esseri umani a vivere senza IA. Il progresso
di una vera fraternità umana nell’era dell’intelligenza
artificiale richiede l’istituzione di standard etici e legali
universali.
Infine, ci appelliamo a tutte le persone di buona
volontà: uniamoci per garantire che l’IA serva tutta
l’umanità piuttosto che una ristretta minoranza.
Unendoci al di là delle nazionalità, delle culture e delle
credenze religiose, dando priorità al dialogo rispetto
alla competizione, possiamo plasmare un futuro che
promuova la dignità umana e un mondo più giusto e
pacifico.
Invitiamo tutte le parti interessate, inclusi cittadini,
scienziati, leader aziendali, leader religiosi
rappresentanti della comunità e responsabili politici, a
partecipare a questa iniziativa. Insieme, ribadiamo il
principio essenziale secondo cui le macchine devono
servire gli interessi dell’umanità.
Membri del gruppo di lavoro che ha steso questo
appello globale:
Paolo Benanti (coordinatore scientifico)
Yoshua Bengio
Ernesto Belisario
Abeba Birhane
Cornelius Boersch
Yuval Noah Harari
Geoffrey Hinton
Lorena Jaume-Palasì
Antal Kuthy
Riccardo Luna (coordinatore)
Nnenna Nwakanma
Valerie Pisano
Stuart Russell
Max Tegmark
Marco Trombetti
Jimena Sofìa Viveros A’lvarez
Alexander Waibel
Will.i.am
Firmato anche da:
Miguel Benasayag
Giorgio Parisi (premio Nobel per la fisica)
Maria Ressa (relatrice all’ONU del documento)
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