Le mafie oggi sono “digitali”.
“ Oggi le mafie sparano molto meno, ma corrompono molto di più”.
Tommaso Pastore, capo del Centro Operativo della Direzione Investigativa Antimafia di Torino, parla delle metamorfosi delle mafie in potentissime realtà economico-finanziarie internazionali. Realtà che , accanto alle attività tradizionali come lo spaccio di stupefacenti, operano nel mercato internazionale sfruttandone le regole, allo scopo di accrescere i loro affari e mascherarne l’origine criminale. “Le organizzazioni mafiose italiane sono tra i più importanti broker mondiali di traffico di stupefacenti”. Parallelamente svolgono in maniera silente ma pervasiva una serie di attività “che non hanno lo scopo di violare le norme economico-finanziarie che regolano il nostro sistema, ma quello di rendere una parvenza di legalità a quel fiume di denari che accumulano dalle attività tradizionali. È una mafia digitale che sa sfruttare tutte quelle professionalità economiche, finanziarie e tecnologiche, che gli permettono ad esempio di dialogare attraverso piattaforme dedicate, che non sono “bucabili” se non attraverso attività laboriose. Oggi il modello F24 è il nuovo Kalashnikov della criminalità. Attraverso attività economico-finanziarie, sistemi di false fatturazioni e di false copensazioni le mafie ottengono quel controllo del territorio che una volta veniva raggiunto attraverso la violenza. Sono internazionali. Ieri latitanti storici si nascondevano nel loro territorio di provenienza, oggi vengono catturati in giro per il mondo attraverso attività investigative congiunte di nazioni e continenti”.
(Intervento svolto alla Marcia della Giustizia di Quarrata).
(39)
![]()




