Assolto perché il fatto non sussiste!
Dichiarazione fatta in aula prima della sentenza da Erri De Luca(PDF)
Con questo linguaggio arido, burocratico, non umano, che ci riposta a tempi cupi, tristi, polizieschi, Erri De Luca è tornato a vivere da libero cittadino; ma libero lo è sempre stato, svincolato da un’accusa di chissà quale reato, se non quello di fascistica memoria di quello d’0pinione!
Le sue parole pronunciate in aula non erano a difesa delle sue opinioni, ma d’accusa a chi lo aveva accusato.
Invocando la nostra insostituibile Costituzione, lottata, combattuta e fortemente voluta da chi voleva creare un altro paese, più libero, democratico, civile, De Luca ci ha richiamato tutti alle nostre radici, alle nostre responsabilità, alle nostre coerenze.
Echi profondi, di sapore storico, di sudore, di lotte, hanno fatto da sfondo a quel ridicolo e ingiusto processo.
Adesso quegli echi dovrebbero essere sentiti e accolti fuori da quell’aula, ma a sentirsi sempre più lacerante e contradditorio è l’abissale silenzio che viene da scrittori, pennivendoli, pseudointellettuali che non si sono degnati di una parola. A dimostrazione di quanto grande sia la palude che continuiamo a chiamare società civile nella quale sguazzano felici i normalizzatori e modernizzatori.
Non c’è bisogno di essere d’accordo con lui, io ai tempi di via dei Volsci, a Roma, stavo sulla barricata opposta alla sua, e ancora ricordo l’offesa che i suoi compagnucci pariolini ci lanciavano chiamandoci fascisti, ma sono fermamente dalla sua parte in una battaglia ideale che è molto concreta come la difesa della Costituzione e l’accusa a uno strumento come il codice penale che ancora risente di vecchie miserie dittatoriali.
La battaglia per la libertà viene portata avanti da chi si rende conto di essere schiavo e lotta per averla, invece chi pensa che sia una conquista fatta una volta per tutte, si ritrova poi a dover affrontare oscuri processi come quello subito da Erri De Luca senza rendersi conto del suo stato di schiavitù.
Andrea Cantaluppi
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