Marisol a Roma
Lo sguardo timido, profondo e accogliente di Marisol, da oggi si può cogliere anche a Roma.
La prima volta che l’accogliemmo nella nostra città, fu quando venne onorata dalla Chiesa come martire insieme ai martiri delle missioni.
Oggi, da Nuevo Laredo, Messico, ai confini con il Texas, sua città natale e luogo del suo massimo sacrificio, è volata sulle ali di coloro che l’hanno conosciuta e di quelli che, da volontari e laici Scalabriniani, seguono il suo esempio che è arrivato concretamente fino a Roma.
Lei da oggi è presente nella Casa Scalabriniana di Via Casilina 634 a Roma.
A lei è stato intitolato un piccolo appartamento che ospita rifugiati e perseguitati dalle guerre in Africa e nel vicino Oriente.
Lei per prima ne sarà contenta anche se non avrebbe mai voluto un simile onore e che timidamente vorrebbe ancora rifiutare.
Da oggi un “grazie” a lei verrà detto non più soltanto in spagnolo ma anche nelle lingue magrebine, dell’alto e basso Niger, in inglese e in francese.
D’altro canto il suo esempio ha un valore universale, e, tutti insieme, universalmente, grideremo: GRAZIE MARISOL.
Roma 12.11.2015
Andrea Cantaluppi

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