Fondamentalismo Occidentale
Si potrebbe dire con una certa esagerazione, ma neanche tanta, che il fondamentalismo è una malattia cronica dell’Occidente e anche delle più dannose.
È talmente radicata che è diventata inconsapevole ma ben rappresentata dal politico più ilare e grossolano d’Europa, Silvio Berlusconi, che ha dichiarata che la civiltà occidentale è la migliore al mondo e, per questo, deve essere imposta a tutti.
Cito due tipi di fondamentalismo: uno religioso e l’altro politico.
Nel corso delle presentazioni del mio libro “Specie prepotente”, invito a riflettere sul cambiamento sostanziale che un’istituzione millenaria sta facendo, seppur molto lentamente, nel corso dei secoli sulla via dell’abbandono del potere temporale terreno. Parlo della chiesa cattolica e del cristianesimo nella versione romano-cattolica e di ciò che è stata per secoli l’ideologia egemonica della società occidentale. In questo quadro temporale, partendo da Papa Alessandro VI (1492-1503) e arrivando all’attuale pontefice che scrive la sua enciclica verde “Laudato sì”, si può misurare la distanza storica, biblica, teologica che si è compiuta. Cito questo fondamentale passaggio per dire semplicemente che se non fosse così non ci sarebbe speranza per l’umanità.
Il Papa Alessandro VI con la bolla Inter Caetera, indirizzata ai re di Spagna, stabiliva: “Per l’autorità di Dio onnipotente, a noi conferita in San Pietro, così come per il vicariato di Gesù Cristo, vi doniamo, concediamo e affidiamo con tutti i loro domini, città, fortezze, luoghi e villaggi, le isole e la terra ferma già scoperte o che verranno scoperte in futuro”. Questo documento legittimò la colonizzazione spagnola, portando alla distruzione di etnie, culture e religioni ancestrali.
Il Papa Niccolò V (1447-1455) con la bolla Romanus Pontifex, rivolta ai re del Portogallo, è ancora più arrogante: “Vi concedo la facoltà completa e libera d’invadere, conquistare, combattere, vincere e sottomettere qualsiasi saraceno e pagano, in qualsiasi parte si trovino e ridurre queste persone in SCHIAVITU’ perpetua”.
Anche questa facoltà fu esercitata nel senso di “estendere la fede e l’impero”, anche a costo della decimazione di 6 milioni d’indigeni e della devastazione delle foreste brasiliane.
Questa versione religiosa del fondamentalismo ha avuto una sua espressione secolare con i colonizzatori, che praticavano il terrore nei confronti dei popoli.
Il cardinale Joseph Ratzinger, all’epoca capo del sant’uffizio, elaborò un documento, Dominus Jesus (2001), per riaffermare l’idea medievale che fuori dalla chiesa non c’è salvezza. Gli altri vivono in una situazione di rischio di fronte alla salvezza eterna.
La versione religiosa ha avuto anche una sua traduzione politica con il Destino Manifesto degli USA. Questa espressione è stata coniata nel 1845 dal giornalista John O’Sullivan per giustificare l’espansionismo USA rispetto all’annessione di parte del Messico. Nel 1900 il senatore dell’Indiana Albert Beveridge spiegava: ”Dio ha designato il popolo nord-americano come nazione eletta per dare inizio alla rigenerazione del mondo”. Altri presidenti, ( vedere il mio libro), specialmente George W. Bush, hanno fatto riferimento a questa pretenziosa esclusività per giustificare le guerre di conquista, in particolare in Medio Oriente.
In sintesi, l’Occidente s’immagina come il migliore del mondo: ha la migliore religione, la migliore forma di governo, la migliore tecno-scienza, la migliore cosmovisione. Questo E’ il fondamentalismo, che vuol dire fare della propria verità l’unica e imporla agli altri. Questa arroganza è presente nella coscienza e nell’inconscio degli occidentali. Meno male che abbiamo un antidoto: l’auto-critica sui mali che questo fondamentalismo ha portato all’umanità che purtroppo non è condiviso dalla maggioranza della collettività.
Facciamo riecheggiare dentro di noi la frase del grande poeta spagnolo Antonio Machado: “Non la tua verità. La verità. Vieni a cercarla con me. La tua, tienitela”. Se la cercheremo insieme, nel dialogo e nella cordialità, allora piano piano scomparirà la mia verità per lasciare il posto alla Verità condivisa con tutti. E così si potrà, chi lo sa, limitare il fondamentalismo del nostro occidente.
Andrea Cantaluppi
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