{"id":15207,"date":"2025-10-09T13:56:17","date_gmt":"2025-10-09T11:56:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=15207"},"modified":"2025-10-09T13:56:18","modified_gmt":"2025-10-09T11:56:18","slug":"no-other-land-perche-la-terra-e-casa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=15207","title":{"rendered":"No other land: perch\u00e9 la terra \u00e8 casa."},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>La telecamera, per Basel, non \u00e8 un attrezzo di lavoro e neppure un passatempo. \u00c8 l\u2019unico, fragile strumento di resistenza e di difesa, per lui e la sua comunit\u00e0. Quando non resta altro che esporre il petto ai fucili, con il colpo che pu\u00f2 partire in qualsiasi momento, l\u2019unico modo per non rendere tutto inutile \u00e8 girare un video, mostrare senza filtri, con i soliti limite dell\u2019inquadratura, quanto sia inumano, inaudito e persino, paradossalmente, irreale ci\u00f2 che succede nella realt\u00e0. Si rischia la pelle o magari l\u2019arresto, ma quelle immagini traballanti, concitate, inequivocabili, sono l\u2019ultima speranza per lui e la sua gente. Basel lo ha capito sin da piccolo, guardando i primi video amatoriali registrati da suo padre e da altri attivisti. Testimoniare, essere gli occhi di chi non \u00e8 qui, far conoscere a quante pi\u00f9 persone possibili la drammatica situazione di un popolo che non vuole abbandonare la sua terra, l\u2019unica che ha.<\/p>\n\n\n\n<p><em>No Other land <\/em>\u00e8 un documentario del 2024 diretto da un collettivo israelo-palestinese composto da Basel Adra, Hamdan Ballal, Yuval Abraham e Rachel Szor, e ha vinto, inaspettatamente, l\u2019Oscar come miglior documentario 2025. Il film racconta la resistenza della comunit\u00e0 palestinese di Masafer Yatta, un insieme di 19 villaggi nel sud della Cisgiordania, minacciati di demolizione e sgombero da parte dell\u2019esercito israeliano, che ha dichiarato l\u2019area zona di addestramento militare dal 1980.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0, quello delle esercitazioni militari, rivelano gli autori del documentario, \u00e8 un alibi utile a fornire una parvenza di legalit\u00e0. Lo scopo vero \u00e8 scoraggiare l\u2019espansione degli insediamenti e spingere la popolazione palestinese ad abbandonare la zona, perch\u00e9 possa essere occupata dai coloni ebrei. Demolizioni continue di case e scuole, rastrellamenti, controlli asfissianti e un sistema di vero e proprio apartheid non hanno per\u00f2 piegato la volont\u00e0 degli abitanti. Famiglie che hanno visto le proprie case accartocciarsi sotto le ruspe, si adattano a vivere nelle grotte pur di non lasciare la propria terra. l\u2019esercito demolisce di giorno e i palestinesi ricostruiscono di notte. Cos\u00ec, da quasi cinquant\u2019anni, in mezzo a continue sofferenze.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Molto del materiale utilizzato per il documentario \u00e8 quello girato in diretta durante le demolizioni o le azioni di repressione da parte di Idf e coloni. Sequenze, come detto, concitate, ansimanti, imperfette e proprio per questo autentiche e capaci di restituire tutta la drammaticit\u00e0 dei fatti. A queste si alternano altri momenti, costruiti con mano sapiente e belle immagini, in cui si racconta la quotidianit\u00e0 della gente di Masafer Yatta. Una vita che cerca di essere \u201cnormale\u201d, con le sue routine famigliari, i momenti di convivialit\u00e0 e anche di buonumore, ma in cui \u00e8 impossibile sfuggire dalla realt\u00e0. Le grotte, rese il pi\u00f9 possibile confortevoli, dove si coccolano i bambini, la mamma che avverte il figlio di aver fatto il bucato, cos\u2019 se l\u2019arrestano avr\u00e0 tutto pulito, la sorella che prende in giro il fratello dormiglione, sempre il primo per\u00f2 a saltar su quando arriva l\u2019esercito. Momenti in apparenza distesi, su cui aleggia una sola sofferente volont\u00e0. Resistere. Nient\u2019altro. Per Basel e per tanti come lui, resistere \u00e8 l\u2019unica prospettiva, che si \u00e8 ingoiata tutto il resto: studi, lavoro, sogni di famiglia. La sua vita di trentenne palestinese si specchia in quella di Yuval Abraham, un suo coetaneo israeliano. Giornalista di opposizione, rappresentante di quella parte di popolo israeliano che \u00e8 contraria alle politiche repressive e all\u2019occupazione, \u00e8 uno dei quattro autori del film. Ha incontrato Basel mentre scriveva articoli sulle demolizioni e il documentario ci racconta come sia nata la loro asimmetrica amicizia. Il palestinese che vive in una grotta insieme a madre e fratelli, uno dei quali pralizzato da un proiettile sparato da un soldato, che non pu\u00f2 viaggiare in tutte le strade, che non pu\u00f2 andare in certe zone; l\u2019israeliano, invece, libero di tornar, in pochi minuti, a casa propria. Nei loro dialoghi notturni, nelle conversazioni con altri palestinesi, si avverte in pieno il peso e l\u2019imbarazzo che accompagna Yuval, perch\u00e9 \u00e8 difficile scindere la propria buona volont\u00e0 e storia personale dalle responsabilit\u00e0 collettive del mondo da cui si proviene e nel quale comunque si pu\u00f2 sempre tornare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La narrazione segue Basel nel momento di massima popolarit\u00e0 sui media&nbsp; <em>main stream <\/em>statunitensi a cui arriva grazie ai social network, e poi attraverso varie vicissitudini familiari, l\u2019abbattimento della casa, il ferimento del fratello, la fuga per non essere arrestato, l\u2019imprigionamento del padre al posto suo, la liberazione. Il film termina qui, sull\u2019orlo dell\u2019abisso, pochi giorni prima del 7 ottobre. In una specie di rapido post scriptum, vediamo ci\u00f2 che accade dopo quella data: in una sequenza presa da lontano, lo zio di Basel viene ucciso con una fucilata da un colono, durante un\u2019incursione. Una didascalia avverte che le demolizioni si sono intensificate nell\u2019ultimo periodo. <em>No Other Land&nbsp; <\/em>ha vinto l\u2019Orso d\u2019Oro a Berlino e l\u2019Oscar 2025 come miglior documentario. Con merito, perch\u00e9, oltre al valore civile, politico e umano, \u00e8 anche un bel film, ben raccontato, con un assemblaggio ben riuscito di stili e materiali diversi, che documenta un momento preciso ma trascende l\u2019attualit\u00e0 e diventa vicenda umana, storia che troppe volte si ripete.<\/p>\n\n\n\n<p>Difficile chiedere di pi\u00f9 ad un documentario.<\/p>\n\n\n\n<p>Regia: Base Adra, Yuval Abraham, Hamdan Ballal, Rachel Szor.<\/p>\n\n\n\n<p>Riccardo Iacopino. Regista e sceneggiatore.<\/p>\n\n\n\n<p><em>(Mentre stiamo per pubblicare l\u2019articolo, \u00e8 arrivata la notizia dell\u2019uccisione di Awdah Hathaleen, che aveva prtecipato alle riprese). A. C.<\/em><\/p>\n<p class=\"bawpvc-ajax-counter\" data-id=\"15207\"> (31)<\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_15207\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"15207\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 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