{"id":15126,"date":"2025-06-27T22:11:31","date_gmt":"2025-06-27T20:11:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=15126"},"modified":"2025-06-27T22:11:32","modified_gmt":"2025-06-27T20:11:32","slug":"laltro-il-diverso-e-lo-straniero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=15126","title":{"rendered":"L&#8217;Altro, il Diverso e lo Straniero"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Il detto popolare recita: &#8220;Con il movimento del carro, le angurie si fermano&#8221;. Ma questo dura solo fino al prossimo ostacolo. Nel processo graduale della vita quotidiana, ogni ostacolo corrisponde ad una scossa, e questo rappresenta uno shock, seguito da un nuovo riadattamento. Altrimenti, il viaggio diventa facilmente una camminata monotona e sonnolenta. Sono questi gli ostacoli che superiamo quotidianamente lungo il cammino che ci mettono in costante movimento. Perch\u00e9 preferiamo l&#8217;inerzia? Perch\u00e9 la paura delle crisi e degli ostacoli? Perch\u00e9 ci sentiamo pi\u00f9 sicuri in una routine che raramente porta sorprese, o quando lo fanno, non sono altro che piccoli graffi, senza il potere di cambiare la pace e la tranquillit\u00e0?<\/p>\n\n\n\n<p>Tale autocompiacimento ci porta a evitare l&#8217;altro, il diverso, lo strano o lo straniero. L&#8217;ignoto ha il potere di tenerci all\u2019erta. Ogni novit\u00e0 che ci porta fuori dalla nostra zona di comfort, per quanto benefica possa essere, \u00e8 vista come una minaccia. Preferiamo una routine insipida ma familiare a qualsiasi evento imprevedibile su cui non abbiamo alcun controllo. Nella quotidianit\u00e0 addomesticata e ripetitiva si cela una sorta di pace imperfetta, se non un mutismo tossico. Lo stesso vale per l&#8217;acqua: quando si muove, \u00e8 capace di purificarsi e diventare limpida, cristallina, lasciando dietro di s\u00e9 residui impuri e nocivi. Al contrario, quando \u00e8 ferma, corre il rischio di accumulare detriti, generando spazzatura e sporcizia, che la portano a marcire. Inoltre, tutto ci\u00f2 che si accumula a lungo tende a marcire.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tempo non \u00e8 diverso. Accumulare tempo, riservato esclusivamente alla spesa e al godimento personale e individuale, si trasforma in noia. Ci\u00f2 significa che anche il tempo si depura e si purifica attraverso l&#8217;uso costante di legami, relazioni e interscambi. \u00c8 attraverso di esso che si cuce il tessuto sociale. Quando viene recintato, rendendone impossibile l&#8217;accesso agli altri, diventa <em>un latifondo<\/em>. Vuoto, abbandonato, improduttivo! Non produce nulla perch\u00e9 non si apre al seme che viene dall&#8217;esterno. Ma c&#8217;\u00e8 anche quello che si pu\u00f2 definire <em>tempo d&#8217;investimento<\/em>, che viene utilizzato solo per generare profitti su profitti. Tempo convertito in capitale: se investito, deve diventare fonte di doppio reddito. Il suo utilizzo rimane irrimediabilmente subordinato alla legge dell&#8217;accumulazione del capitale. Pertanto, il tempo viene meticolosamente suddiviso in porzioni, e queste vengono distribuite in base alla possibilit\u00e0 di un rendimento maggiore. Uno sguardo ai racconti evangelici, per quanto superficiale, \u00e8 sufficiente per rendersi conto che solo il <em>tempo libero<\/em> \u00e8 capace di creare relazioni autentiche, profonde e durature. Il tempo di Ges\u00f9, essendo il tempo del Padre, \u00e8 ora distribuito gratuitamente ai poveri e agli esclusi, agli indifesi e agli emarginati. Pertanto, sempre con lo sguardo fisso sul Vangelo, la carovana del Maestro non travolge mai chi grida aiuto, da qualsiasi parte provenga il grido. Ges\u00f9 si ferma a prestare attenzione a chi soffre e attende. La parabola del Buon Samaritano illustra bene questo punto. Mentre i due funzionari del tempio (sacerdote e levita) non possono &#8220;perdere tempo&#8221; con l&#8217;uomo caduto ai margini della strada e della vita, il samaritano mette il suo tempo a disposizione di questa urgenza. Dolore, fame e solitudine non possono aspettare. &#8220;Va e fa lo stesso&#8221;, conclude il Maestro (Lc 10,25-37). Pertanto, il tempo dedicato alla terra e il tempo dedicato agli investimenti, rispettivamente, generano moltitudini affamate o sfruttate. Il modo in cui impieghiamo il tempo determina il tipo di relazione che stabiliamo attraverso di esso.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Ci\u00f2 significa che anche il tempo si depura e si purifica attraverso l&#8217;uso costante di legami, relazioni e interscambi. \u00c8 attraverso questo che si cuce il tessuto sociale.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sorge la domanda: come la Chiesa e i suoi rappresentanti utilizzano il proprio tempo di fronte al fenomeno delle migrazioni? Queste, come dimostrano i volti, le rotte e i numeri, stanno diventando sempre pi\u00f9 intense, complesse e diversificate. Il compianto Papa Francesco non si stancava mai di mettere in guardia dal quadro freddo e desolato di queste moltitudini sradicate. Allo stesso modo, l&#8217;attuale pontefice, Leone XIV, riprendendo la preoccupazione pastorale del suo predecessore, sottolinea la necessit\u00e0 di abbattere muri e costruire ponti, di passare dall&#8217;ostilit\u00e0 al dialogo, dall&#8217;indifferenza alla solidariet\u00e0. &#8220;Chiesa in movimento!&#8221;&#8230; Il tempo all&#8217;interno della Chiesa stessa, delle congregazioni, dei ministeri pastorali o dei movimenti, tuttavia, sembra misurato, eccessivamente calcolato, regolato dalla matematica. C&#8217;\u00e8 tempo a sufficienza per la liturgia formale, per un ritualismo sterile, per ornamenti ostentati, per certe devozioni quantomeno strane e interminabili, per le reti digitali, per un moralismo non di rado disincarnato&#8230; Ma non c&#8217;\u00e8 tempo per i poveri, per i migranti, per i gruppi vulnerabili e sacrificabili, per visitare le loro case, per rafforzare le organizzazioni di base, per difendere i loro diritti fondamentali, per salvare la dignit\u00e0 umana degradata, per una posizione profetica contro oppressori sempre pi\u00f9 ricchi e multimilionari&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>P. Alfredo J. Gon\u00e7alves, CS<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Consulente dell&#8217;SPM \u2013 San Paolo<\/p>\n<p class=\"bawpvc-ajax-counter\" data-id=\"15126\"> (42)<\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_15126\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"15126\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il detto popolare recita: &#8220;Con il movimento del carro, le angurie si fermano&#8221;. 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