{"id":15058,"date":"2025-02-04T21:10:40","date_gmt":"2025-02-04T20:10:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=15058"},"modified":"2025-02-04T21:10:41","modified_gmt":"2025-02-04T20:10:41","slug":"religioni-e-pace-un-binomio-difficile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=15058","title":{"rendered":"Religioni e pace: un binomio difficile"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>In che modo le religioni riflettono sulla pace? Affermandola, propugnandola, elevandola a valore o, viceversa, contrastandola e vanificandola incoraggiando e giustificando guerre e conflitti? \u00c8 una domanda senza tempo, che comporterebbe un lungo giro d\u2019orizzonte, a cercare di dipanare la matassa infinita delle relazioni umane. Proviamo a farlo in breve, questo giro, ragionando in termini generali.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutte le societ\u00e0 umane sono caratterizzate da una propria identit\u00e0, costituita da storia, tradizioni, memorie che affondano le radici nel passato e si propagano nel tempo. Di ogni tipologia di gruppo si possono poi identificare regole, modalit\u00e0 organizzative, comportamenti. Ogni gruppo, che sia grande o piccolo, dalla trib\u00f9 nel villaggio pi\u00f9 sperduto agli Stati nazione caratterizzati da una qualche omogenea unitariet\u00e0, pensa a se stesso come unit\u00e0 o isola in un grande mare o come stella in una immensa costellazione. Pensa cio\u00e8 a se stesso e guarda il mondo dal proprio centro, che \u00e8 quello in cui ciascun individuo nasce e cresce, accompagnato da una educazione, da una serie di istruzioni, dall\u2019acquisizione di saperi. Fra questi saperi ci sono anche quelli religiosi, che non sono affatto di secondaria importanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Il vivere in una societ\u00e0 secolarizzata e, per molti versi, religiosamente disimpegnata non deve farci dimenticare che al contrario i valori religiosi sono la colonna vertebrale di tante esistenze, di tanti gruppi e infine sono una componente fondamentale del vivere civile. Ovunque esse siano e comunque siano formulate, le modalit\u00e0 di esplicazione religiosa implicano un profondo attaccamento a ci\u00f2 che ciascuno crede e ritiene vero per s\u00e9 e per la propria comunit\u00e0. Ci\u00f2 significa, quindi, che il nostro stesso sguardo deve tenere conto non gi\u00e0 di come possiamo intendere questo rapporto in base alla nostra esperienza, ma di come il religioso \u00e8 sentito altrove, da persone con apparati di conoscenze, di valori, e simboli che molto difficilmente riusciamo a decrittare e comprendere. In base a questo sfondo, dunque, uno sguardo alle religioni plurali si sovrappone a quello sulla pluralit\u00e0 delle culture e delle appartenenze, che comprende la variet\u00e0 umana nella sua articolata complessit\u00e0. Una ulteriore stratificazione \u00e8 data dagli Stati nazione, che rappresentano, con tutte le criticit\u00e0 che hanno determinato a livello globale la definizione dei confini e delle frontiere, un livello di tipo politico (al tempo stesso economico e territoriale), che interseca i due precedenti, quello religioso e quello culturale, per costituire un elemento trasversale della organizzazione umana a livello globale. Lungo questa triplice linea di definizione corrono allora diverse tipologie di conflitto, che a volte si sovrappongono e a volte si riferiscono a singoli livelli di avvicinamento e frizione fra faglie.<\/p>\n\n\n\n<p>Il ruolo delle religioni pu\u00f2 essere di diverso genere: pu\u00f2 essere elemento scatenante del conflitto; oppure fattore aggiunto, come motivazione collaterale, che si aggiunge ad altri livelli di causa e di obbiettivo; oppure rappresentare un effetto del tutto collaterale. Partendo da quest\u2019ultimo scenario, si deve riflettere di converso: le religioni, in situazioni di conflitto, possono accentuare la propria valenza identitaria e, conseguentemente, alimentare le ragioni del conflitto e contribuire con il proprio apparato valoriale, con l\u2019esempio, con la propria elaborazione simbolica, a giustificare la guerra. Oppure assestarsi su una posizione di no belligeranza, di difesa della persona umana in quanto tale, di promozione di valori di relazione ed evocare e mettere in pratica una propria missione, iscritta gi\u00e0 nei sacri testi e tramandata nel tempo, a favore della pace e contro le ragioni della guerra. Chi scrive ritiene che comunque non vi siano ragioni per un conflitto e che, anzi, qualsiasi conflitto sia costruito sulla sostanziale irragionevolezza cui l\u2019umanit\u00e0 si lascia andare. E tuttavia questo tipo di approccio non \u00e8 scritto nei testi sacri, non \u00e8 garantito da una lunga tradizione, ma \u00e8, semmai, il frutto di una rielaborazione recente.<\/p>\n\n\n\n<p>Andiamo con ordine: le guerre sono state eventi e atti comuni dell\u2019intera storia dell\u2019umanit\u00e0. Per quanto ci si voglia rappresentare momenti pacifici, tuttavia nessuna epoca e nessun territorio \u00e8 rimasto escluso da conflittualit\u00e0 che restano scritte nella memoria condivisa. La storia valorizza bens\u00ec anche la pace, ma come elemento di limitazione della guerra, come ristabilimento di una convivenza pacifica o di un buon vicinato. La violenza resta sullo sfondo di una societ\u00e0 da riparare e ripristinare secondo forme di equilibrio e costruzione di una pace positiva. Lo scatenarsi di un conflitto comporta quindi sia la valorizzazione dello scontro e della violenza, sia la possibilit\u00e0 opposta e decisamente pi\u00f9 sfidante e necessaria di un riconoscimento dei valori pacifici, inclusivi del diritto di ognuno di realizzare in buone condizioni i propri obiettivi esistenziali. Le religioni possono quindi propendere verso questa seconda opzione e lo fanno rivedendo la propria storia sacra alla luce anche della trasformazione della societ\u00e0 nel tempo, della riplasmazione del proprio stare nel mondo, della necessit\u00e0 pressante di identificare risposte nuove alle nuove esigenze del tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec come in passato le guerre hanno funestato le relazioni umane, altrettanto avviene oggi: assistiamo a conflitti devastanti, in cui la popolazione civile \u00e8 la prima vittima di violenze, uccisioni, genocidi. <em>\u201cLe religioni sono vie di pace\u201d. Falso! <\/em>Sosteneva in un significativo saggio di qualche anno fa Paolo Naso. Secondo questo studioso la palla passerebbe alla politica, perch\u00e9 le religioni, nella storia, hanno dimostrato di non sapere fare la pace. Invece si deve tenere conto del fatto che un enorme lavoro viene svolto dalle comunit\u00e0 religiose a livello globale: per ricostituire il senso del tempo, per fornire letture che affermino la necessit\u00e0 e bont\u00e0 della pace contro qualsivoglia istanza militarista, imperialista, colonialista. Si dovrebbe provare a guardare con un\u2019attenzione mirata alle parole di pace pronunciate dai leader religiosi a livello globale, per capire come e qualmente il ruolo delle religioni possa e debba cambiare nella storia futura, possa e debba riformularsi fin dal drammatico presente che stiamo vivendo a cui non possiamo n\u00e9 dobbiamo rischiare di assuefarci. Oltre alle parole dei leader si dovrebbero ascoltare quelle delle comunit\u00e0 abituate alla convivenza e alla relazione interconnessa: siamo tutti insieme su questo Pianeta e se la storia non attribuisce a religiosi e religiose un ruolo di guida nello stabilire la pace, non \u00e8 affatto detto che questo ruolo non stia emergendo e facendosi largo fra le tante esigenze di oggi. Le testimonianze del presente, travolto dalle violenze e dalle guerre, vanno anche in questo senso e fanno sperare in una presa di responsabilit\u00e0. Trovare nel passato la giustificazione perenne del presente serve anche a dire di no alle guerre, ovunque siano combattute, per affermare la dignit\u00e0 e il valore della persona umana.<\/p>\n\n\n\n<p>Alessandro Saggioro. Professore Ordinario&nbsp; di Storia delle religioni all\u2019Universit\u00e0 La Sapienza di Roma.<\/p>\n<p class=\"bawpvc-ajax-counter\" data-id=\"15058\"> (37)<\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_15058\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"15058\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In che modo le religioni riflettono sulla pace? 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