{"id":14859,"date":"2024-02-27T22:22:01","date_gmt":"2024-02-27T21:22:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=14859"},"modified":"2024-02-27T22:22:01","modified_gmt":"2024-02-27T21:22:01","slug":"migrazioni-citta-e-cambiamento-climatico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=14859","title":{"rendered":"Migrazioni, citt\u00e0 e cambiamento climatico."},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Sappiamo che il riscaldamento \u00e8 dovuto alle emissioni di gas serra, il pi\u00f9 importante dei quali \u00e8 la CO(2). Quali saranno le conseguenze per il pianeta e soprattutto per le citt\u00e0, la nostra nuova nicchia ecologica, il luogo dove a fine secolo vivranno ben oltre 7 miliardi di persone, non posiamo prevederlo con una certa precisione. Il motivo dell\u2019incertezza \u00e8 legato al fatto che la temperatura influenza qualsiasi processo che avviene sul pianeta, sia esso fisico, chimico, biologico, ecologico.<\/p>\n\n\n\n<p>Avere modelli affidabili su come evolver\u00e0 il clima urbano nei prossimi decenni diventa perci\u00f2 fondamentale per immaginare soluzioni.<\/p>\n\n\n\n<p>A oggi 350 citt\u00e0 sperimentano condizioni di caldo estremo, ovvero periodi di almeno tre mesi in cui la media delle temperature massime non scende sotto i 35\u00b0 C. Nel 2050 queste citt\u00e0 diventeranno 970. Oggi 200 milioni di persone nelle citt\u00e0 vivono in condizioni di caldo estremo, diventeranno 1,6 miliardi entro il 2050. Il 14% della popolazione urbana vive in condizioni di caldo intenso, nel 2050 questa quota salir\u00e0 al 45%.<\/p>\n\n\n\n<p>Il futuro che non vogliamo ci avvisa che entro il 2050, oltre 650 milioni di persone, che vivono in 500 citt\u00e0, potrebbero subire un calo di almeno il 10% della disponibilit\u00e0 di acqua dolce; 2,5 miliardi di persone che vivono in 1.600 citt\u00e0, potrebbero subire un calo di almeno il 10% delle rese nazionali delle principali colture; oltre 800 milioni di persone, che vivono in 570 citt\u00e0 costiere, saranno a rischio inondazioni. Gli attuali modelli climatici proposti dalle universit\u00e0 ci fanno scoprire il futuro delle citt\u00e0 che avranno un clima di quelle che sono situate a circa 1.000 km pi\u00f9 a sud. Roma avr\u00e0 il clima di Izmir, Londra quello della Barcellona di oggi, Parigi quello di Istanbul e Madrid sar\u00e0 simile a Marrakech.<\/p>\n\n\n\n<p>La storia della Terra, quando osservata nella sua lunga durata, \u00e8 stata una continua successione di mutazioni del clima, della tettonica e degli oceani, cui la vita ha sempre risposto attraverso la capacit\u00e0 di specie di modificare la propria distribuzione. Ogni specie, sia questa animale, nel corso della sua vita, o vegetale, generazione dopo generazione, tender\u00e0 a spostarsi dai luoghi pi\u00f9 ostili verso quelli pi\u00f9 adatti alla sopravvivenza. Si tratta di una regola generale e che non ammette deroghe: quando le condizioni ambientali peggiorano, gli esseri viventi migrano alla ricerca di condizioni migliori. Da qualche decennio, oltre l\u201980% delle specie marine sta migrando verso altri luoghi, modificando i propri modelli di riproduzione e alimentazione. Alcune specie sono gi\u00e0 migrate fino a circa 1.000 km da dove erano abbondanti solo pochi decenni fa. Anche per gli animali terrestri la storia non cambia: orsi, lupi, linci, scoiattoli, rane e insetti, stanno migrando alla ricerca di climi pi\u00f9 freschi ad una media di 15 km per decennio. Si deve dedurre che quando migra una specie, migrano anche tutte le altre che ne dipendono. Oltre che in altezza, le piante stanno migrando verso nord a una velocit\u00e0 che in alcune zone del pianeta dove il riscaldamento globale sta colpendo con pi\u00f9 forza, come l\u2019Artico, pu\u00f2 superare i 50 metri all\u2019anno. Una delle pi\u00f9 evidenti conseguenze del riscaldamento globale sulla vita delle piante \u00e8 lo spostamento improvviso e straordinario di numerose colture agrarie verso nord per mano dell\u2019uomo. Fino a pochi decenni fa il limite nord dell\u2019areale dell\u2019olivo, simbolo della civilt\u00e0 mediterranea, era considerato la catena degli Appennini. A nord della Toscana si trovava soltanto in Liguria e intorno al lago di Garda. Oggi si coltiva in tutta l\u2019Italia, fino alle pendici delle Alpi. Ancora pi\u00f9 straordinario \u00e8 quanto sta accadendo all\u2019altra pianta simbolo del Mediterraneo: la vite. Oggi esistono vigneti che producono vino commerciale in Danimarca e in Norvegia. I produttori francesi acquistano terreni dove impiantare nuove vigne fra la Normandia e il Kent, e in Bretagna si producono da qualche anno i primi vini rossi. il Regno Unito, famoso per le sue birre, prevede che nei prossimi dieci anni la superficie vitata raddoppier\u00e0, alimentata dalla domanda dei suoi vini spumanti. Nella Svezia meridionale esistono gi\u00e0 200 ettari di vigneti e sono in programma forti estensioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Ovviamente, non sono soltanto le colture mediterranee a migrare verso nord: anche quelle tropicali sono soggette alla stessa spinta. E cos\u00ec si scopre che il Sud Italia, la Sicilia, l\u2019Andalusia e altre regioni dell\u2019Europa meridionale sono diventate produttrici di mango, papaya, avocado, litchi, annona, banane di ottima qualit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Poich\u00e9 le regioni potenzialmente pi\u00f9 colpite saranno tra le pi\u00f9 povere al mondo, possiamo ragionevolmente attenderci che grandi masse migratorie provenienti da queste aree si sposteranno verso settentrione. L\u2019intero modo ricco sta chiudendo i propri confini anche ai ridicoli numeri odierni di migranti. Cosa accadr\u00e0 quando <em>miliardi <\/em>di persone si muoveranno per sopravvivere? Spero che dimostreremo di essere una specie intelligente, perch\u00e9 questo sar\u00e0 il secolo delle grandi migrazioni e immaginare di impedirle non \u00e8 una buona idea. Impedire a un animale (uomo compreso) di migrare vuole dire impedirgli di esprimere la sua essenza: l\u2019unico modo che conosce per risolvere i problemi. Le temperature elevate colpiranno tutti, ricchi e poveri. Cos\u00ec nei prossimi anni non si muover\u00e0 soltanto un terzo della popolazione del Bangladesh, che vive lungo coste basse le quali scompariranno sommerse dalle acque, ma migreranno anche gli abitanti di molte regioni ricche, in parte perch\u00e9 costretti, in parte per sentirsi pi\u00f9 sicuri. Gli abitanti del villaggio gallese di Fairbourne, ad esempio, dovranno abbandonare le loro case perch\u00e9 l\u00ec, come in Bangladesh, l\u2019aumento del livello del mare sta sommergendo le coste. Saranno i primi migranti climatici della Gran Bretagna e non saranno i soli. Il servizio meteorologico britannico prevede con questi scenari climatici il mare potrebbe aumentare di un metro entro il 2.100. non dimentichiamoci del fenomeno demografico: la popolazione continuer\u00e0 a crescere fino ad arrivare a circa 10 miliardi intorno al 2060, ma l\u2019aumento maggiore si avr\u00e0 nelle regioni tropicali proprio l\u00e0 dove il riscaldamento globale spinger\u00e0 le popolazioni a muoversi verso nord. In quello stesso nord dove, al contrario, non nasce pi\u00f9 nessuno e in cui una popolazione anziana sempre maggiore \u00e8 sostenuta da una forza lavoro sempre pi\u00f9 piccola. Una condizione economicamente e socialmente insostenibile che presto o tardi costringer\u00e0 l\u2019Europa e gli Stati Uniti a fare di tutto per attrarre migranti, non per respingerli. Semplice buon senso. Si tratter\u00e0 di tornare un po\u2019 indietro nel tempo a quando gli Stati, alla ricerca di competenze e tasse, erano pi\u00f9 impegnati a evitare che le persone se ne andassero pi\u00f9 che a impedirne l\u2019arrivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ho disegnato la futura apocalisse creata dallo sfruttamento capitalistico del pianeta, ma mi sono avvalso dei dati contenuti nel libro \u201cFitopolis\u201d di Stefano Mancuso, editori Laterza.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<p class=\"bawpvc-ajax-counter\" data-id=\"14859\"> (56)<\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_14859\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"14859\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sappiamo che il riscaldamento \u00e8 dovuto alle emissioni di gas serra, il pi\u00f9 importante dei quali \u00e8 la CO(2). 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