{"id":14765,"date":"2023-10-17T21:34:36","date_gmt":"2023-10-17T19:34:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=14765"},"modified":"2023-10-17T21:34:37","modified_gmt":"2023-10-17T19:34:37","slug":"la-diaspora-e-il-mondo-greco-capitolo-terzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=14765","title":{"rendered":"La diaspora e il mondo greco (capitolo terzo)"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Negli ultimi secoli dell\u2019antichit\u00e0 e nei primi dell\u2019era cristiana, gli ebrei si erano sparsi lungo tutto il perimetro del Mediterraneo, e in particolare ad Alessandria e a Roma, dove diedero origine alla diaspora. Ecco alcune citt\u00e0 importanti, vicine al mare, dove si trovavano centri ebraici: Ostia, Genova, Bologna, Ravenna, Napoli, Pompei, Taranto e Venezia in Italia; Marsiglia, Arles e Narbona in Gallia; Atene, il Pireo e Patrasso in Grecia; Smirne, Efeso e Pergamo in Asia Minore; e ancora varie isole dell\u2019arcipelago, Antiochia di Pisidia e Tarso di Cappadocia, nonch\u00e9, sulla costa meridionale, Cirene e Cartagine. Anche se non sempre erano collegate tra loro, tutte queste comunit\u00e0 conservavano un rapporto con Gerusalemme e il Tempio, che finch\u00e9 rimase in piedi fu realmente, e tale rest\u00f2 dopo la sua distruzione, l\u2019unico centro, dal punto di vista ideale, del culto reso all\u2019unico Dio. Si potrebbe dire che come per i greci l\u2019unit\u00e0 dell\u2019universo \u00e8 espressione dell\u2019unit\u00e0 di Dio, cos\u00ec come per gli ebrei l\u2019unit\u00e0 del Tempio \u00e8 simbolo del monoteismo. Cicerone testimonia, nella sua difesa di Flacco, accusato di concussione dai greci e dagli ebrei della provincia dell\u2019Asia Minore di cui era stato governatore, che \u201cogni anno veniva abitualmente esportato dell\u2019oro, in nome degli ebrei d\u2019Italia e di tutte le nostre provincie, verso Gerusalemme\u201d. Era l\u2019imposta che doveva essere pagata annualmente al Tempio, e la cui sola esistenza bastava a simboleggiare un\u2019unica cittadinanza. Da parte dei romani, gli ebrei conobbero vari periodi di fortuna e di disgrazia. Praticarono il proselitismo e non vi \u00e8 dubbio che in quell\u2019epoca si ebbero delle conversioni al giudaismo. Il loro rifiuto di qualsiasi compromesso con il paganesimo ufficiale, per altro aperto a tutte le religioni orientali, fece s\u00ec che si alienassero molte simpatie e si facessero numerosi nemici. \u00c8, in fondo, al loro assoluto e inflessibile monoteismo che si riferisce Plinio il Vecchio quando li definisce \u201c un popolo che si distingue nell\u2019oltraggiare le divinit\u00e0\u201d. A Roma sei catacombe serbano il ricordo degli ebrei vissuti nella capitale dell\u2019impero.<br>Un posto a parte meritano per\u00f2 gli ebrei d\u2019Egitto, e in particolare quelli di Alessandria, grazie alla magistrale opera di Filone. La popolazione ebraica di tale citt\u00e0 era di cultura greca. La Bibbia, per\u00f2, era stata tradotta in greco, nella versione detta dei Settanta. D\u2019altra parte, un contatto tra le idee provenienti dalla Grecia e quelle bibliche aveva gi\u00e0 avuto luogo: ne testimoniano i libri deuterocanonici, come quello della Sapienza. Filone di Alessandria vuole rendere accessibili allo spirito ellenistico, nutrito di platonismo e di stoicismo ma anche curiose delle religioni misteriche orientali, la profondit\u00e0 del pensiero mosaico e il significato simbolico della Legge. Lungi dal rinnegare la pratica esoterica che segue la lettera, Filone dimostr\u00f2, con un commento allegorico dei testi sacri, che Mos\u00e8 aveva dato agli uomini una visione di se stessi, del mondo e di Dio che rappresentava la pi\u00f9 pura saggezza e portava a perfezione l\u2019intera tradizione filosofica. Si realizzava cos\u00ec, in un certo senso, l\u2019unit\u00e0 tra il monoteismo dei grandi filosofi e quello della rivelazione. Il pensiero di Filone, straripante di ricchezze, avrebbe alimentato soprattutto, attraverso le opere di Clemente Alessandrino, la patristica cristiana greca.<\/p>\n\n\n\n<p>La rivelazione cristiana<\/p>\n\n\n\n<p>Ges\u00f9 di Nazareth nacque quando Filone era circa a met\u00e0 del suo cammino. In quel periodo il giudaismo, percorso da crisi sociali e politiche, era in fermento sotto l\u2019influsso di concezioni religiose diverse. Si contrapponevano farisei, sadducei e zeloti. E vi erano anche gli esseni, che conosciamo meglio attraverso i manoscritti del Mar Morto, e i terapeuti che forse aderirono al loro movimento, e dei quali Filone parla nel De vita contemplativa. \u00c8 in tale ambiente agitato e inquieto, ma animato da molteplici fervori, che nasce il cristianesimo.<br>Il Dio unico predicato da Cristo \u00e8 sempre quello di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, ma non \u00e8 pi\u00f9 considerato nei rapporti storici che lo legarono al suo popolo, ai quali i Vangeli fanno riferimento solo con pochi, frammentari richiami. Egli \u00e8 innalzato al di sopra delle umane miserie, delle lotte contro gli idolatri, dell\u2019aiuto a coloro con i quali aveva stretto alleanza. \u00c8 assunto in se stesso, e nello stesso tempo in tutta la purezza della sua sovranit\u00e0 trascendente.<br>\u201cDio \u00e8 amore\u201d, annuncia Giovanni nella sua prima Epistola. Ecco la grande, la nuova rivelazione. Platone, nel Convito, chiedeva se l\u2019amore (Eros) fosse un dio. Qui per\u00f2 si afferma che Dio \u00e8 amore, e il santo autore usa il termine ag\u00e0pe per eliminare qualsiasi riferimento alle teogonie e alle cosmogonie basate su immagini sessuali. Ma tale asserzione non ha alcun significato adeguato se Dio non comporta nella propria essenza il polo di colui che ama, il rapporto di amore e di conoscenza amorosa. Tale sembra essere il fondamento stesso della dottrina della Trinit\u00e0.<br>Il cristianesimo, cos\u00ec e questo sar\u00e0, per circa venti secoli, uno dei terreni pi\u00f9 fecondi di riflessioni e di modi di vivere -, rivela il mistero dell\u2019intima esistenza di quel Dio vivente che annunciano i profeti. Insegna inoltre che l\u2019uomo \u00e8 chiamato a partecipare a tale vita attraverso l\u2019amore. \u201cDiletti, amiamoci gli uni agli altri; perch\u00e9 l\u2019amore \u00e8 da Dio, e chiunque ama \u00e8 nato da Dio e conosce Dio. Chi no ama non ha conosciuto Iddio; perch\u00e9 Dio \u00e8 amore. In questo si \u00e8 manifestato per noi l\u2019amore di Dio: che Dio ha mandato il suo unigenito Figliolo nel mondo, affinch\u00e9, per mezzo di lui, vivessimo. In questo \u00e8 l\u2019amore: non che noi abbiamo amato Iddio, ma che Egli ha amato noi\u201d (Giovanni). In tale spirito conviene rileggere la preghiera sacerdotale di Ges\u00f9 nel Vangelo di Giovanni (cap. 17), e in particolare i versetti 22-23: \u201cE io ho dato loro la gloria che tu hai dato a me, affinch\u00e9 siano uno come noi siamo uno; io in loro, e tu in me; acciocch\u00e9 siano perfetti nell\u2019unit\u00e0, e affinch\u00e9 il mondo conosca che tu mi hai mandato, e che li ami come hai amato me\u201d. Qui \u00e8 tutto il cristianesimo: la sua rivelazione fa risplendere la luce dello spirito divino, che \u00e8 amore. \u201cQuesto \u00e8 il messaggio che abbiamo udito da Ges\u00f9 Cristo e che vi annunziamo: che Dio \u00e8 luce, e che in Lui non vi sono tenebre oscure\u201d (I Giovanni).<br>Nato in seno al giudaismo, il cristianesimo visse dapprima in ambiente giudaico-cristiano. San Paolo, per\u00f2, spingendo pi\u00f9 oltre di Filone di Alessandria, cap\u00ec che la sua fede avrebbe potuta essere recepita dai gentili solo se fosse stata nettamente separata dalla Legge mosaica. Ai suoi occhi il vero ebreo \u00e8 il cristiano: \u201cPoich\u00e9 giudeo non \u00e8 colui che \u00e8 tale all\u2019esterno; n\u00e9 \u00e8 circoncisione quella che \u00e8 esterna, nella carne; ma giudeo \u00e8 colui che lo \u00e8 interiormente; e la circoncisione \u00e8 quella del cuore, in spirito, non in lettera\u201d (Romani).<br>(Allo stesso modo, pi\u00f9 tardi, il Corano insegner\u00e0 che il vero ebreo o il vero cristiano \u00e8 il musulmano, sottomesso a Dio come lo fu Abramo). E Paolo conclude: \u201cPoich\u00e9 noi riteniamo che l\u2019uomo \u00e8 giustificato mediante la fede, senza le opere della legge. Dio \u00e8 forse Egli soltanto il Dio dei giudei? Non \u00e8 Egli anche il Dio dei gentili? Certo lo \u00e8 anche dei gentili, poich\u00e9 vi \u00e8 un Dio solo, il quale giustificher\u00e0 il circonciso per fede, e l\u2019incirconciso parimente mediante la fede\u201d (Romani).<br>La rottura \u00e8 netta, nonostante le precauzioni prese dall\u2019apostolo per non escludere i suoi ex correligionari: \u201cAnnulliamo noi dunque la Legge? Cos\u00ec non sia; anzi, stabiliamo la legge\u201d (Romani). Senza entrare nei dettagli della sottile dialettica paolina, dobbiamo riconoscere che la maggioranza degli ebrei non poteva seguirla. Qui sta il dramma: un solo Dio, ma quale? Riconoscere che esiste \u00e8 una cosa, e una cosa fondamentale. Ma sapere Chi sia \u00e8 un\u2019altra, altrettanto importante, se non di pi\u00f9. Sulla questione dell\u2019esistenza possono ritrovarsi d\u2019accordo moltissimi uomini, siano filosofi puri o credenti che si richiamano a religioni monoteistiche. Ma sull\u2019esistenza divina, sulla persona divina, sulla concezione stessa di Dio, si configurano numerose divergenze. Le religioni non insegnano soltanto che il Dio unico esiste, ma dicono anche che cos\u2019\u00e8 e che cosa non \u00e8. Per quanto i cristiani affermino che il vero Dio \u00e8 quello che si \u00e8 rivelato ai profeti di Israele, essi non si attengono a tale rivelazione, e la loro concezione di Dio che hanno ricevuto dal giudaismo \u00e8 completamente diversa da quella degli ebrei. Se si considera poi che nei primi secoli della nostra era vi fu una vera e propria rivalit\u00e0 tra il proselitismo ebraico e quello cristiano, che il cristianesimo prevalse politicamente con l\u2019imperatore Costantino e che gli ebrei, spesso disprezzati e maltrattati dai romani, lo sarebbero stati ancor di pi\u00f9 dal cristianesimo trionfante, non \u00e8 difficile comprendere che il popolo dell\u2019Antico Testamento, privato del suo Tempio a Gerusalemme e dei suoi profeti, si sia concentrato, sotto la guida dei dottori sulla salvaguardia di quanto gli restava: il libro. Ed eccoli trascriverlo, stabilirne il testo, studiarlo parola per parola o addirittura lettera per lettera, meditandolo per tutta la vita, in quanto \u00e8 la loro sola ragione di essere e di vivere. Si sviluppa cos\u00ec, nel pi\u00f9 completo isolamento, un\u2019immensa letteratura che si fonda sulla Mishnah, il Talmud di Gerusalemme e di Babilonia, la Halakh\u00e0h e la Haggad\u00e0h. Cos\u00ec si sviluppa la Qabbalah e la mistica ebraica. Gli scritti rivestono necessariamente i caratteri di una dottrina segreta: a differenza delle comunit\u00e0 dell\u2019antica diaspora aperte a numerosi contatti con gli ambienti circostanti, quelle della nuova diaspora dovettero chidersi in se stesse a causa del riserbo spesso ostile che manifestava nei loro confronti la societ\u00e0 divenuta nel suo complesso cristiana. Gli ebrei ebbero la sensazione che i cristiani pretendessero di spogliarli della loro eredit\u00e0 di figli della promessa, e che li derubassero del loro Dio. Il canto del Magnificat \u2013 sicut locutus est ad patres nostros, Abtaham et semini ejus in saecula\u201d -, che devia verso Cristo tutte le promesse di Dio, esprime compiutamente l\u2019atteggiamento cristiano che doveva indurre gli ebrei a difendere gelosamente i propri beni spirituali.<br>I cristiani, per\u00f2, seguivano strade molto diverse. Certo, studiavano anche loro i libri sacri, ma erano altres\u00ec divenuti i latori della civilt\u00e0 greco-romana. Ben presto, sedotti dal modello di Filone di Alessandria, avevano integrato nella loro riflessione la filosofia greca, facendo prima di Platone e poi di Aristotele i propri maitres \u00e0 penser. Per la verit\u00e0, avevano dovuto lottare contro l\u2019invasione delle gnosi ellenistiche, forgiandosi armi efficaci per abbatterle. Pi\u00f9 in generale si credeva che esistesse un\u2019armonia profonda tra l\u2019ispirazione del \u201cdivino Platone\u201d e lo spirito delle rivelazione cristiana. Oggi c\u2019\u00e8 da chiedersi se tale collusione, nonostante le opere sublimi cui diede origine, sia stata davvero di beneficio all\u2019espressione della fede in Dio e in Cristo. Su un altro piano, i cristiani, diffusi dappertutto, si trovarono costretti a evangelizzare. Ora, una conversione, anche sincera, non sopprime n\u00e9 la mentalit\u00e0, n\u00e9 i costumi, e neppure le credenze del passato. Sorse quindi l\u2019esigenza di conferire un nuovo significato a vecchi riti e a vecchi culti. Le negazioni, la benedizione delle messi, del bestiame, del mare si sostituiscono ai riti agrari; le stazioni della Via Crucis, all\u2019incrocio delle strade, subentrarono alle divinit\u00e0 dei crocicchi; i rilievi pietrosi furono sormontati da croci; ad alcuni luoghi fu conservato l\u2019antico carattere sacro con l\u2019istituzione di processioni in onore della Vergine o di un santo: spesso si trattava di localit\u00e0 che ospitavano una fonte, in molti casi dotata di sette polle d\u2019acqua, analoghe a quelle che si collegano alla leggenda dei Sette Dormienti di Efeso.<br>La benedizione dell\u2019acqua battesimale, la cerimonia delle Palme, il cero pasquale e la sua fiamma sono tutti elementi che all\u2019interno della liturgia, e pur in stretta correlazione con la fede cristiana, riprendono senza alcun dubbio simbologie arcaiche. Anche le date di Natale e di Pasqua possono non essere indipendenti dalle celebrazioni pagane di una religione astrale. Il culto dei santi cade a proposito per sostituire quello di dei, semidei o geni. Infine, numerosi templi pagani furono trasformati in chiese. Era inevitabile dal momento che il cristianesimo penetrava nel mondo, ed essi potevano costituire un pericolo per il monoteismo rigido. La fede di molti cristiani, la cui formazione nella verit\u00e0 rivelata era scarsa o imprecisa, era fortemente impastata di vane superstizioni. Il cristianesimo poteva ritenersi sufficientemente armato contro un ritorno dell\u2019idolatria, per far fronte a tale pericolo e mantenere intatta, nonostante le concessioni di cui si \u00e8 detto, l\u2019autentica fede in un solo Dio. Per questo furono autorizzate le statue e le immagini che continuarono a sostenere la devozione dei fedeli nonostante i moti iconoclasti che divamparono in particolare nella chiesa bizantina e pi\u00f9 tardi, con la Riforma protestante, in occidente.<br>Divenuta ufficiale nell\u2019impero, la religione cristiana si trov\u00f2 di fronte un altro pericolo: il gusto della ricchezza e del fasto, il gusto del potere. In Oriente il Cristo Pantocrator, in maest\u00e0 nella gloria di Dio Padre, fu oggetto di un culto ricalcato sulla magnificenza dell\u2019etichetta imperiale, del quale ci da una idea Costantino Porfirogenito nel suo Libro delle Cerimonie. La liturgia di san Giovanni Crisostomo, che \u00e8 quella della Chiesa Ortodossa d\u2019Oriente, greca e slava, e che \u00e8 tutt\u2019ora osservata dai cattolici melchiti (il cui nome, derivato da melek o malik, il re, evoca il Basileus di Costantinopoli), conserva ancora oggi tale maestosa grandiosit\u00e0. Ma nulla \u00e8 troppo bello quando si tratta di celebrare il Dio unico, sovrano di tutto il creato. Anche la Roma del Rinascimento ostenta una grande opulenza, in questo caso per\u00f2 molto pi\u00f9 sospetta, poich\u00e9 qui non si pu\u00f2 chiamare in causa l\u2019orgoglio di un potere imperiale deciso a dettar legge alla Chiesa: questa volta, i soli responsabili sono il papa e il suo entourage. Se si passa in Spagna, la magnificenza raggiunge l\u2019eccesso. Ne danno un\u2019immagine folclorica impressionante le feste della Settimana Santa a Siviglia. Parallelamente si \u00e8 conservato e sviluppato uno spirito di povert\u00e0, di semplicit\u00e0 e di umilt\u00e0, che ha assunto forme diverse. La prima \u00e8 la spiritualit\u00e0 del deserto, con san Pacomio, sant\u2019Antonio, san Paolo Eremita, e consiste nel fuggire il mondo e incontrare Dio nella solitudine. si tratta di una concezione completamente diversa della religione, forse fondata su un ricordo della storia religiosa biblica, nella quale il deserto ha un ruolo tanto importante. Assistiamo al nascere e al diffondersi in Occidente del monachesimo, con san Benedetto e la sua regola: una vita di ubbidienza, di preghiera, di penitenza e di lavoro. I monaci recitano l\u2019ufficio e praticano la meditazione, ma si dedicano anche a dissodare e coltivare la terra, pur conservando una vita intellettuale fatta di studio e di riflessione. Pi\u00f9 dei fasti troppo vistosi della Chiesa, in cui alcuni vedranno la mano di Satana, \u00e8 probabilmente l\u2019operato dei monaci che contribuisce soprattutto a formare nei fedeli un autentico spirito cristiano. Certo, vi furono periodi cupi, durante i quali i monasteri, e le abbazie con i loro benefici, cedettero alle tentazioni. Oggi per\u00f2, in un momento in cui tutto vacilla, \u00e8 ancora verso un rinnovato monachesimo che molti giovani si orientano. Perch\u00e9 non si pu\u00f2 servire due padroni: Dio e Mammona.<\/p>\n<p class=\"bawpvc-ajax-counter\" data-id=\"14765\"> (65)<\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_14765\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"14765\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 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