{"id":14716,"date":"2023-07-25T21:28:13","date_gmt":"2023-07-25T19:28:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=14716"},"modified":"2023-07-25T21:28:14","modified_gmt":"2023-07-25T19:28:14","slug":"verso-il-buio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=14716","title":{"rendered":"Verso il buio"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Il piccolo lago incastonato sul fianco della montagna rifletteva il cielo ed era di un azzurro intenso, sfrangiato di verde dal riflesso degli alberi.<br>Perfino Daniele, che vedeva tutto in gradazioni di grigio, trovava il paesaggio splendido.<br>Ci era venuto da bambino e, al momento di cercare un luogo isolato dove potersene stare in pace per qualche tempo, si era ricordato della vecchia baita l\u00ec vicino. Aveva cercato i proprietari ed era riuscito a farsela dare in affitto. Finalmente poteva rilassarsi un po\u2019, anche se non si arrischiava comunque a togliere gli occhiali scuri, tantomeno dentro casa: un attimo di distrazione e gli sarebbe crollata addosso.<br>La baita era poco pi\u00f9 di un rifugio di fortuna, con un letto e un focolare a legna, e non aveva il bagno. Cos\u00ec, ogni mattina, andava fino al lago per rinfrescarsi. Nonostante gli occhiali fossero leggeri e morbidi. A forza di tenerli gli provocavano delle fastidiose irritazioni cutanee, ed era un sollievo poterli togliere.<br>Lieto della limpida giornata estiva e del silenzio del bosco, Daniele raggiunse la riva e si inginocchi\u00f2 sui ciottoli. Chiuse gli occhi prima di togliere gli occhiali e posarli accanto a s\u00e9. Poi si sciacqu\u00f2 a lungo la faccia, rabbrividendo per l\u2019acqua gelida.<br>Allung\u00f2 la mano a tentoni verso l\u2019asciugamano, e in quel momento un cane abbai\u00f2 molto vicino, facendo lo sobbalzare. Apr\u00ec gli occhi di scatto e lo vide: un golden retriever, fermo a qualche metro da lui, lungo la riva. Il cane lo fissava curioso e scodinzolante, ma nel giro di pochi istanti si raggel\u00f2, mentre il pelo ingrigiva e cadeva a ciuffi, le membra si rattrappivano e gli occhi si velavano. Non emise alcun suono, quando stramazz\u00f2 a terra e cominci\u00f2 a marcire e ricoprirsi di vermi e mosche. Alla fine rimasero le ossa, ma presto anch\u2019esse divennero polvere, e la brezza spazz\u00f2 via tutto.<br>Accanto al cane molti abeti si erano seccati, erano caduti, marciti ed erano stati riassorbiti dal terreno. Anche il lago si era ridotto, per poi tornare ad espandersi e ridursi ancora, pi\u00f9 volte. Nel frattempo erano cresciuti dei piccoli nuovi abeti, ed erano gi\u00e0 alti diversi metri, tanto che a un occhio distratto sarebbe sfuggita la differenza.<br>Daniele si affrett\u00f2 a distogliere lo sguardo, mentre tastava i ciottoli in cerca degli occhiali, e fu cos\u00ec che si trov\u00f2 davanti una donna. un\u2019escursionista, piuttosto anziana ma ancora in forma, munita di tuta giallo fluorescente, zaino e bastone da passeggio.<br>\u201cMi scusi se l\u2019ho spaventata. Ha mica visto un cane?\u201d<br>Lui era rimasto del tutto immobile, senza respirare, e la donna si accigli\u00f2. Apr\u00ec la bocca, forse sul punto di ripetere la domanda, ma non ne usc\u00ec alcun suono. La bocca si raggrinz\u00ec, insieme a tutto il resto. Dopo qualche istante di lei non era rimasto niente, tranne i suoi oggetti, solo un po\u2019 malandati.<br>\u201cMateriale tecnico sintetico\u201d borbott\u00f2 Daniele rimettendosi infine gli occhiali. \u201cCi vorrebbero migliaia di anni per distruggerlo\u201d. Sospir\u00f2 e si guard\u00f2 intorno, timoroso che con la donna ci fosse qualcun altro. Per precauzione, raccolse gli oggetti e il collare di ferro arrugginito del cane e li nascose, con l\u2019intenzione di gettarli poi in un crepaccio. Avrebbero pensato a una disgrazia.<br>Era dispiaciuto per quanto successo, ma non era certo colpa sua se la donna e il suo cane gli erano saltati fuori all\u2019improvviso. Lui era venuto fin quass\u00f9 proprio per starsene in pace, lontano da tutti\u2026<br>Una delle prime cose che gli aveva inculcato suo padre era questa: \u201cNon \u00e8 colpa tua, n\u00e9 di nessuno. \u00c8 una malattia\u201d.<br>Aveva forse cinque anni la prima volta che gliel\u2019aveva sentito dire. Prima ancora di capire cosa avessero i suoi occhi che non andava, Daniele era almeno certo di una cosa: non era colpa sua n\u00e9 dei suoi genitori. Era nato del tutto sano e normale, solo dopo i dodici mesi di et\u00e0 la malattia si era manifestata, all\u2019improvviso.<br>\u201cPap\u00e0 perch\u00e9 io non ho una mamma?\u201d<br>Ripensava sempre con una sorta di amaro divertimento all\u2019ingenuit\u00e0 terribile di quella domanda.<br>\u201cLa mamma \u00e8 volata in cielo, quando tu eri piccolissimo\u201d.<br>Probabilmente l\u2019ironia nella risposta era stata involontaria: la mamma era davvero volata in cielo. Sotto forma di polvere.<br>Era un puro caso che suo padre avesse notato la stranezza dei suoi occhi, quelle pupille che avevano assunto la forma di piccole clessidre, prima che potesse spostare lo sguardo su di lui. Daniele non ricordava di aver passato un lungo periodo sempre bendato, era troppo piccolo. E neppure il momento in cui erano arrivati gli occhiali speciali. Sapeva solo che suo padre era impazzito per trovare un ottico in grado di risolvere il delicato problema senza che la voce si spargesse. I primi occhiali erano molto scuri e vedeva a malapena i contorni delle cose, ma dopo anni di tentativi il dottor Giorgi aveva trovato il giusto compromesso tra poter vedere bene, anche se in bianco e nero, e l\u2019efficacia nel tenere a bada la malattia. Trovare la causa, o una cura, era sperare troppo. Nessuno aveva mai sentito parlare di una cosa del genere, non c\u2019era alcun caso documentato. Ad ogni modo, era tutta questione di abitudine. Gi\u00e0 da bambino aveva capito bene l\u2019importanza di tenere sempre gli occhiali, a meno che non fosse da solo, al buio. C\u2019erano stati, certo, degli incidenti di percorso, ma per fortuna senza conseguenze. Almeno per lui.<br>Un compagno di scuola era sparito misteriosamente durante la ricreazione, dopo aver dato un pugno a Daniele, facendogli volare via gli occhiali. I genitori lo stavano ancora cercando con manifestini e appelli on line. Se anche Daniele avesse detto la verit\u00e0, l\u2019avrebbero preso per pazzo. E se gli avessero creduto sarebbe finito rinchiuso in qualche centro di sperimentazione militare. Gli dispiaceva per quei due poveri genitori, ma non era colpa sua. Di un incidente accaduto in seguito si rammaricava in vece di pi\u00f9. Allora era gi\u00e0 maggiorenne e avrebbe dovuto stare pi\u00f9 attento. Sara era la prima e unica ragazza che avesse avuto, e l\u2019amava molto, avrebbe forse dovuto avvertirla. Ma come poteva immaginare che avrebbe acceso la luce senza preavviso?<br>Tornato nella piccola baita, mangi\u00f2 qualcosa in fretta, mentre scorreva per l\u2019ennesima volta tutti gli articoli scientifici che era riuscito a trovare sulle eclissi.<br>Oltre che per la tranquillit\u00e0, Daniele era andato lass\u00f9 per fare un esperimento. Verso mezzogiorno ci sarebbe stata un\u2019eclissi parziale di sole, e aveva letto che guardarla direttamente poteva avere effetti sulla vista. Forse avrebbe anche potuto distruggere qualunque male si annidasse nei suoi occhi, in modo da smettere di vedere il futuro, o almeno di far scorrere avanti il tempo. Il vecchio dottor Giorgi si era mostrato scettico. \u201cPotresti diventare cieco\u201d. \u201cE allora?\u201d aveva risposto. \u201cDevo comunque vivere nel buio quasi totale. Che male fa tentare?<br>Il dottore per\u00f2 era parso davvero molto agitato, e aveva proposto di consultare prima suo padre, cos\u00ec Daniele aveva finto di lasciarsi convincere e gli aveva assicurato che non l\u2019avrebbe fatto. A suo padre non aveva detto niente. Conviveva gi\u00e0 da una vita con problemi di ogni sorta, che differenza poteva fare, un figlio mostruoso o uno cieco?<br>Poco prima dell\u2019ora prevista, usc\u00ec e si incammin\u00f2 per un sentiero ripido che lo port\u00f2 su un pianoro quasi in cima alla montagna. Da l\u00ec c\u2019era un\u2019ottima visuale. La luce verso occidente aveva gi\u00e0 iniziato ad attenuarsi, ma Daniele attese paziente ancora per qualche minuto, finch\u00e9 l\u2019eclissi fu al suo culmine, prima di alzare il viso e togliere gli occhiali. Fiss\u00f2 il sole con sguardo deciso, quasi di sfida, ignorando il bruciore e le lacrime che gli colavano lungo le guance. L\u2019eclissi dur\u00f2 ancora diversi minuti, ma la luce del sole inizi\u00f2 a cambiare in modo anomalo. Pareva espandersi sempre di pi\u00f9, assumendo un colore rossiccio, mentre il calore diventava insopportabile.<br>Poi, di colpo, tutto fin\u00ec. E cal\u00f2 il buio.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<p class=\"bawpvc-ajax-counter\" data-id=\"14716\"> (41)<\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_14716\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"14716\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il piccolo lago incastonato sul fianco della montagna rifletteva il cielo ed era di un azzurro intenso, sfrangiato di verde<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_14716\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"14716\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_editorskit_title_hidden":false,"_editorskit_reading_time":0,"_editorskit_is_block_options_detached":false,"_editorskit_block_options_position":"{}","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[250,110],"tags":[],"class_list":["post-14716","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-laura-baldo","category-racconti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14716","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=14716"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14716\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14717,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14716\/revisions\/14717"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=14716"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=14716"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=14716"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}