{"id":14665,"date":"2023-05-23T18:19:24","date_gmt":"2023-05-23T16:19:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=14665"},"modified":"2023-05-23T18:19:25","modified_gmt":"2023-05-23T16:19:25","slug":"breve-inventario-delle-cose-che-contano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=14665","title":{"rendered":"Breve inventario delle cose che contano."},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Da alcuni giorni mi trovo su un\u2019isola in Grecia. Sontuosi tramonti accompagnano la fine delle giornate qui sul mare Egeo. Regnano una pace e una calma indescrivibili. \u00c8 l\u2019inverno nel mediterraneo, lontano dall\u2019invasione implacabile e dello schiamazzo permanente dei turisti.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019atmosfera porta alla contemplazione e alla meditazione. Si pu\u00f2 lasciare che la mente insegui pensieri, intuizioni, divagazioni varie. Possono riaffiorare ideali ingialliti e vecchie chimere. Si pu\u00f2 passeggiare lungo il viale della memoria, bighellonando fra le stagioni della propria vita, soffermandosi su questo o quell\u2019altro ricordo. Mica c\u2019\u00e8 fretta, mica devo correre dietro a chiss\u00e0 quale imperativo. Cos\u00ec, sulla scia del pensiero, capita che una vocina dentro ti chieda: Christoph, ma quali sono per te le cose che contano nella vita?<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, allora, questo breve inventario, senza ordine di priorit\u00e0 o di preferenza. Solo una piccola lista, nella quale spero che qualcuno si riconoscer\u00e0. Almeno un po\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>COMINCIAMO.<\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u2019amicizia.&nbsp; <\/em>Per me forse il bene pi\u00f9 prezioso che abbia ricevuto dalla vita. Sono consapevole che qui entra in gioco la fortuna. L\u2019amicizia mica si ottiene con una ricetta. \u00c8 un dono, e in quanto tale, arriva all\u2019improvviso. Ma una volta che c\u2019\u00e8, va coltivato come il pi\u00f9 bel giardino. Perch\u00e9 l\u2019amicizia non pu\u00f2 essere presa alla leggera. Non pu\u00f2 ritenersi scontata, giammai meritata. Gli amici sono quelli che ti accompagnano lungo le strade tortuose dell\u2019esistenza. Che ci sono per fare baldoria, come nei momenti di difficolt\u00e0. Gli amici ti possono sgridare, metterti in crisi, farti sentire miserabile. Ti possono mostrare i tuoi limiti, i tuoi difetti. Ma lo fanno proprio per affetto, senza calcoli, senza interesse. E ti accompagnano per diventare un uomo migliore. O meno sbagliato. Nel mio cuore, c\u2019\u00e8 la mia collezione di amici. E la fortuna che questa collezione continua ad aumentare, anno dopo anno.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Il viaggio. <\/em>Ringrazio i miei genitori, che ci hanno fatto viaggiare (con le mie sorelle) dalla pi\u00f9 tenera et\u00e0! Infatti, se non ricordo le due prime attraversate dell\u2019Atlantico in nave (avevo 6 e 11 mesi), le altre cinque s\u00ec. Oggi, la gente pu\u00f2 pensare che con Google e YouTube e altri siti virtuali, si pu\u00f2 girare il mondo come se uno ci fosse. Ma che ne sanno del viaggio? Dove il cammino \u00e8 importante quanto la meta. Il viaggio \u00e8 fatto di sorprese, di stupende scoperte, di scombussolamenti, di misteri. Vuoi mettere i profumi di lande sconosciute, lingue incomprensibili, case completamente diverse dalle nostre, modi di mangiare, di giocare, di cantare cos\u00ec intriganti? Il viaggio alla scoperta, ma anche il viaggio a ritroso. Per tornare nei luoghi cari, belli, fondamentali di una vita. Come oggi per me, qui in Grecia.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Gli alberi. <\/em>La mia storia con gli alberi \u00e8 cominciata nella mia infanzia. Pini magri dell\u2019Alta Loira. Pini paffuti della campagna ginevrina. Anche castagni e tigli. Peri, meli, ciliegi. E poi, ogni anno di pi\u00f9, gli ulivi del Mediterraneo. Ho sempre sentito rispetto per questi coinquilini del mio mondo. Gli ho scalati, ci sono caduto, mi sono inebriato con i loro profumi, ho accarezzato le loro scorze, a volte dure, a volte lisce. A Tsagkarada nel Pilion, c\u2019\u00e8 un platano che ha pi\u00f9 di millecinquecento anni. Ho sentito la sua augusta energia. Nella pianura sotto Ostuni, ci sono ulivi plurisecolari che sembrano vecchie figure di un teatro medievale. Ho un affetto speciale per i salici piangenti, come quelli lungo i canali di Christchurch. I loro rami scendono verso terra come le nostre braccia quando non ce la facciamo pi\u00f9. Sarei un\u2019anima in pena nel deserto. Fino alla prima oasi\u2026<\/p>\n\n\n\n<p><em>Il mare. <\/em>Lo sto fissando mentre scrivo, il mio amato Mediterraneo. Il mare bianco, il mare interiore, <em>la grande bleue. <\/em>Nella mia vita il Mediterraneo condivide il posto speciale nell\u2019anima mia con il suo grande fratello, l\u2019Atlantico. Per avere solcato le sue acque mitiche in transatlantici, traghetti e barche a vela. Il primo bagno dell\u2019anno nelle acque del mediterraneo \u00e8 sempre una forma di rito religioso. Alzo la testa e guardo dritto al sole. In quei momenti, so di fare parte dell\u2019universo, so che il piccolo io \u00e8 baciato dagli dei. Ho i ricordi delle montagne della mia infanzia, conosco il richiamo romantico delle vette innevate. Ma oramai, fanno parte del passato. Oggi, ho bisogno della risacca sulla spiaggia, dei gabbiani che urlano nel cielo, dei venti tempestosi come della calma piatta, dall\u2019isola di Southport a quella di Skopelos, so dove \u00e8 casa. E spero di viverci ancora a lungo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>La musica. <\/em>Quante melodie nella vita! Dal canto degli uccelli alle foglie nel vento. Dal brusio delle api al miagolare del gatto. Al silenzio della foresta, che non \u00e8 mai silenzio, ma sottilissimo mormorio. Un giorno sembra che un compositore del primo barocco abbia sentito due uccelli cantare all\u2019unisono due note diverse. Era nato l\u2019accordo minore nella musica classica. Dal violoncello alla chitarra, dal canto al ballo, non c\u2019\u00e8 stato via di ritorno. la musica fa parte integrante della mia vita, non ne posso fare a meno. Che la suoni o che l\u2019ascolti, \u00e8 sempre fonte di gioia, di emozione, di meraviglia. Anche a volte di struggente tristezza. Quando la musica parla all\u2019anima.<\/p>\n\n\n\n<p><em>La storia. &nbsp;<\/em>Lo so, viviamo l\u2019era dell\u2019accelerazione, del bombardamento dell\u2019informazione, dell\u2019obsolescenza di tutto. Abbagliati da un futuro scintillante, spremendo il presente per i nostri pi\u00f9 biechi interessi, abbiamo dimenticato che esiste anche il passato. Ho incrociato strada facendo tante storie affascinanti, di quelle che non vengono insegnate nei curricula&nbsp; conformisti dei sistemi d\u2019educazione tradizionali. Presto, ho cominciato a scavare come un archeologo, sotto la propaganda dei libri di storia ufficiali. Ho cos\u00ec scoperto la noia della storia dei vincitori, e le sorprese infinite nella storia dei vinti. Quante incredibili vicende umane! Quanti tesori di saggezza e di ingegnosit\u00e0! Quanti bei capitoli sui&nbsp; costruttori di pace e i portatori di speranza! Ancora oggi, mi rattrista che l\u2019uomo ripeti sempre gli stessi orrendi errori. Quando impareremo finalmente a fare tesoro di quanto di bello e di buono \u00e8 stato gi\u00e0 fatto nella storia degli uomini? E applicarlo ad oggi.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Il dubbio. <\/em>&nbsp;Avevo quattordici anni, quando una vecchia amica di famiglia mi diede una lezione per la vita. \u201cNon prendere per oro colato, quello che ti dicono i tuoi insegnanti. Metti sempre in discussione quelle che sembrano ferree verit\u00e0!\u201d. Da allora, i dubbi sono diventati fedeli compagni di viaggio, lungo le strade tortuose della mia vita. Mi hanno fatto capire che avere ragione \u00e8 un inganno. Un amico livornese mi ha detto che la loro filosofia si riassume in una domanda: \u201dchi te l\u2019ha detto?\u201d. Il dubbio ci permette di andare oltre le consolatorie certezze, le false sicurezze. \u00c8 un invito ad aprire porte e finestre sul mondo, di spogliarsi dell\u2019arroganza del sapere indottrinato. Ci aiuta anche a non cadere in pericolose tentazioni filosofiche o religiose. Laddove tutto \u00e8 spiegato, dove tutto <em>ha un senso. <\/em>Ma quale senso? Se la vita \u00e8 innanzitutto mistero, sorpresa, meraviglia, scombussolamento.<\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u2019ebbrezza. <\/em>Sarebbe facile qui fare riferimento al nettare degli d\u00e8i, che da cinquant\u2019anni mi rallegra e mi accompagna in milioni di momenti di convivialit\u00e0. Quante volte ho bevuto il \u201cbicchiere di troppo\u201d, come amano dire i guastafeste e gli astemi vari, puntano il dito e storcendo il naso. Non hanno letto Baudelaire&nbsp; o Rabelais, miei maestri di goduria e di ebbrezza, appunto. Ma sarebbe limitante un discorso legato solo ai liquidi alcolici. Ci sono tanti momenti di ubbriacatura nella vita, senza una bottiglia in mano. Dove uno si lascia invadere da piccoli e grandi piaceri. Dove l\u2019entusiasmo diventa estasi. Dove tocchi con il cuore e l\u2019anima l\u2019incommensurabile voglia di andare oltre, di saltare i muri, di mandare al diavolo convenzioni e conformismi. Quando i piedi partono da soli al ritmo di una samba. Quando l\u2019amore di un\u2019altra persona ti fa perdere la testa (che espressione azzeccata!). Ubriachi di vita, ubriachi di felicit\u00e0, ubriachi di imprudenza. Correre a perdifiato e cantare a squarciagola. Che non ci sono limiti, se non quelli che miseramente ci diamo. Poi, ci sar\u00e0 sempre tempo per ricadere a terra e recuperare tutta la propria penosa normalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u2019ironia. <\/em>Mica dovr\u00f2 scrivere qualcosa di serio sull\u2019ironia, spero! Dico solo che sono stato a buona scuola da mio padre. Mi ha insegnato che una delle qualit\u00e0 che pi\u00f9 apprezzava nel suo prossimo, era l\u2019auto-ironia. Sapere ridere di s\u00e9 stessi, accettare di farsi prendere in giro, allontanare con una battuta ogni pericolo di arroganza. Mio padre era un esempio vivente di questa filosofia. Gliene sono grato. E ci provo sempre, di non prendermi troppo sul serio.<\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u2019ascolto. <\/em>Una delle lezioni fondamentali nella vita. Ancora oggi, spesso mi rendo conto di non ascoltare come dovrei. Mi torna in mente Dimitri, il contadino a Itaca che parlava perfettamente l\u2019italiano. Gli feci una domanda, e lui non rispose subito. \u201cScusa \u2013 dissi \u2013 ho detto qualcosa di sbagliato?\u201d. Lui mi guard\u00f2 con un sorriso. \u201cNo, no! \u00c8 che ti ho ascoltato, e adesso pensavo alla risposta da darti\u201d. Quante volte interrompiamo quello che parla, per non so quale ansia di protagonismo, perch\u00e9 abbiamo gi\u00e0 la risposta, perch\u00e9 gi\u00e0 sappiamo dove va a parere il nostro interlocutore? Hai voglia di smettere di dire la tua, quando l\u2019altro non vuole ascoltarti fino in fondo. Invece, imparare ad ascoltare davvero, cio\u00e8 con la mente libera, con le orecchie tese a captare le sfumature, i non detti, le pause, tutte quelle cose che sono dentro al linguaggio. Nell\u2019ascoltare sul serio, con rispetto per l\u2019altro, si scopre una forza pacifica e rigeneratrice, riusciamo a superare i luoghi comuni, le frasi scontate, i giudizi affrettati. Dall\u2019ascolto vero, nascono amicizie durature. Poi, ci sarebbe il discorso di ascoltare bene la musica\u2026<\/p>\n\n\n\n<p><em>La poesia. <\/em>Non tutto pu\u00f2 essere spiegato razionalmente. Esistono tante emozioni, sensazioni, intuizioni fuori dalle regole, dalle definizioni, dal pensiero riduttivo. Avevo sedici anni e mi ero stufato al liceo di tutti quei \u201ctemi da sviluppare\u201d, cos\u00ec cari ai nostri insegnanti. All\u2019ennesima riproposta di dire la nostra sulla frase di Marx: \u201cLa religione \u00e8 l\u2019oppio del popolo\u201d, mi rifiutai e scrissi invece una poesia. Ebbi la fortuna di avere un prof di francese aperto di mente. Mi disse che siccome avevo infranto le regole, mi toccava una punizione: <em>scrivere altre cinque poesie! <\/em>E fu un tornante della mia vita\u2026 La poesia \u00e8 la pittura con le parole invece che con i colori. Ti tocca con la magia dei nomi, verbi, aggettivi, avverbi ricamati, vagoni virtuali di un treno di fantasia. Mi hanno accompagnato Eluard, Hugo, Char, Whitman, Dickinson, Frost, Schiller, Rilke, e tanti altri, lungo le strade sentimentali della vita. Concetti a volte duri, ma detti con eleganza. Viaggi nel buio dell\u2019anima, ma con scintille di saggezza. Ciascuno pu\u00f2 scrivere poesie. Ho questa idea che sia anche un modo di resistere all\u2019appiattimento della lingua, nell\u2019era del dominio degli slogan vuoti di senso.<\/p>\n\n\n\n<p><em>La paura. <\/em>Questa costante compagna di vita. Quella che secoli di religione, filosofia, educazione, superstizioni hanno provato di domare con rassicuranti ricette, consolatorie spiegazioni, abbaglianti certezze. Non servono a niente. La paura non demorde. Sta l\u00ec quando ti innamori, eccola quando devi avventurarti nella vita, ti aspetta nei momenti difficili, ti guarda in faccia quando devi decidere. Sembra la grande nemica della felicit\u00e0, della tranquillit\u00e0. E se invece fosse una vera compagna di viaggio? Se invece di provare ad allontanarla con qualsiasi stratagemma mentale, la prendessimo per mano per affrontare la crisi, i dubbi, i sensi di vuoto. Invece di voler scappare, se ci fermassimo un po\u2019 ad avere paura e basta? Siccome tutte le nostre paure sono figlie della grande paura originaria, <em>quella di morire, <\/em>perch\u00e9 non le accettiamo, visto che in fondo al viale del tramonto ci aspetta lei, la grande falciatrice? Tremare di paura ci aiuta a ricordare che non siamo niente, che siamo insignificanti di fronte ai grandi disegni misteriosi dell\u2019esistenza. Invece che trincerarci in patetiche illusioni di sicurezza, accogliamo la paura che ci aiuta a non essere troppo pesanti. N\u00e9 con gli altri, n\u00e9 con tutta la vita che ci circonda.<\/p>\n\n\n\n<p>E poi\u2026<\/p>\n\n\n\n<p><em>I sogni. <\/em>Punto e basta.<\/p>\n<p class=\"bawpvc-ajax-counter\" data-id=\"14665\"> (43)<\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_14665\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"14665\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da alcuni giorni mi trovo su un\u2019isola in Grecia. 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